Verso l’udienza. Non lasciamo solo Walter De Benedetto

“Se mi condannano? Ma io sono stato già condannato dalla vita… E sono pronto a fare qualsiasi cosa che non sia di male al prossimo, per riuscire a stare meglio”.

Questo è Walter De Benedetto, un grande uomo che la vita ha messo davanti ad una sfida molto grande. Il 23 febbraio prossimo, Walter dovrà comparire davanti al giudice di Arezzo, Fabio Lombardo, per la pesante accusa di produzione di sostanza stupefacente. Una accusa ridicola, addirittura spregiudicata.

Perchè Walter della cannabis ha bisogno per vivere meglio. E’ affetto da artrite reumatoide e fa uso di cannabis terapeutica, come da prescrizione medica, per lenire gli atroci dolori. Nella sua vita ha provato tantissimi medicinali che non lo hanno aiutato, solo la cannabis ha avuto effetti positivi ed ha azzerato gli effetti collaterali. Ma nel nostro Paese avere accesso alla cure con la cannabis non è facile, anzi è quasi impossibile. Anche se sulla carta è perfettamente legale.

Attese, ritardi, mancanza di materia prima. E così ci sono dei malati che diventano invisibili, di serie B.  Fra questi rientra anche Walter che, per il suo carattere combattivo, però, non si arrende. Nella sua casa si mette a coltivare la cannabis che gli manca grazie all’aiuto di un suo amico. E’ l’unico modo per stare meglio, per continuare a vivere. Il 3 ottobre 2019, però, arriva la polizia e viene arrestato. Rischia fino a 6 anni di carcere.

Ha provato di tutto per far capire che l’accusa è completamente priva di fondamento. Ha scritto anche al Presidente Mattarella: “Sembravo il narcos dei disabili”, dice con ironia, quella che non ha mai perso.

Ma Walter sa che questa battaglia ingiusta deve essere combattuta non solo per lui ma anche per tutti quelli che si trovano nella sua stessa situazione. E sono tanti. Davanti ad una politica cieca, che si gira dall’altra parte, c’è bisogno di metterci la faccia. Lui lo farà il 23 febbraio prossimo ma noi abbiamo il dovere di stare affianco a lui. Virtualmente ma con convinzione perché questa è la battaglia di tutti.

La soluzione è alla nostra portata: legalizzare la cannabis, anche quella terapeutica, e permetterne la produzione per uso personale, sottraendo questo mercato alla criminalità organizzata e soprattutto garantendo sicurezza e qualità del prodotto.
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Foto di Maria Novella De Luca tratta dal libro ‘I volti della canapa’

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