La proposta di legge sull’autocoltivazione arriva in Commissione

Novità per la commissione Giustizia della Camera: lunedì 12 aprile, secondo un nuovo calendario, si discuterà della proposta di legge per inserire nel nostro ordinamento i principi relativi alla coltivazione a uso personale e il diritto dei malati a curarsi con la cannabis. 

Secondo il presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Mario Perantoni, deputato M5s, le proposte in discussione (pdl Molinari e Magi) devono essere discusse velocemente perché “sono cronaca quotidiana del nostro Paese e richiedono interventi legislativi per cui è importante che il parlamento dia adeguate risposte”.

Come si è arrivati alla Commissione

Voci di una possibile proposta erano iniziate già a circolare da metà marzo, provocando l’ira della Lega e di Fratelli d’Italia che hanno minacciato addirittura la crisi di governo, attaccando duramente il presidente Mario Draghi, a loro giudizio colpevole di aver assegnato la delega alle politiche contro la droga alla Ministra delle Politiche Giovanili Fabiana Dadone del Movimento 5 Stelle, da sempre antiproibizionista e che si è più volte espressa a favore della legalizzazione della cannabis.

Riccardo Magi, segretario dei Radicali, che ha presentato il progetto, firmato da una trentina di deputati del centrosinistra ne chiarisce i punti. In generale si tratta di depenalizzare la coltivazione domestica della cannabis per uso personale e terapeutico e decriminalizzare gli episodi di lieve entità in fatto di droga, prevedendo per alcuni il “lavoro di pubblica utilità”, invece della reclusione.

L’ostruzionismo della destra

Il presidente della commissione della Giustizia Perantoni ha preso posizione: “La delega alle politiche sulle droghe alla ministra Dadone ha aperto una gara a chi è più oscurantista, con punte di prepotenza notevoli. Le critiche sono palesemente aprioristiche e strumentali: confondere le azioni di prevenzione e gestione del complesso fenomeno delle droghe con un generico “liberi tutti” è frutto di prese di posizione antistoriche che speravamo superate”.

La legalizzazione è ormai diventata una realtà in molti stati americani, ultimo lo stato di New York che ha recentemente legalizzato la cannabis riconoscendo il fallimento delle politiche proibizioniste che negli anni non hanno portato nessun beneficio dal punto di vista economico e sociale.

L’Italia in materia di stupefacenti ha una legislazione tra le più repressive in Europa, cosa che, non ha apportato nessun beneficio al paese in quanto la circolazione delle sostanze non è affatto diminuita, quello che è aumentato è invece lo strapotere della criminalità e l’ingresso in carcere di persone, spesso anche molto giovani, che hanno violato il Testo Unico degli Stupefacenti per reati minori e che avrebbero potuto essere puniti con semplici sanzioni o lavori sociali.

Un punto molto importante della proposta è il diritto dei malati a curarsi con la cannabis, non dimentichiamo infatti il calvario che i pazienti italiani devono attraversare per assicurarsi una terapia continua e i rischi a cui questi vanno incontro quando in mancanza di questa sono costretti a coltivarla nelle mura di casa, andando contro la legge attuale, o peggio rivolgendosi al mercato nero.

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