Messico, ci siamo quasi!

Ormai la normalizzazione della cannabis sta conquistando anche il Messico; se approvata al Senato la legge porterebbe lo Stato nell’elite dei Green State insieme a Georgia, Uruguay, Sudafrica, alcuni Stati dell’Australia e Canada, che hanno regolamentato la cannabis.

Certamente ogni normativa ha le sue imperfezioni, ed è per questo che esistono gli attivisti che in prima linea seguono il tema, in ogni Stato fondamentali per la realizzazione del cambiamento socio-culturale oltre che legislativo.

In Messico la normativa permetterebbe 6 piante per tutti i maggiorenni, più il possesso di fino a 28 grammi di cannabis. Superati i 200 grammi scatterà invece comunque il procedimento penale. Ma i problemi sorgono nella parte relativa alla regolamentazione della vendita, come spesso avviene anche in Italia; gli attivisti hanno denunciato, con sit-in davanti al Senato, che la normativa, con le troppe certificazioni, favorirebbe solo le grandi aziende, lasciando i piccoli coltivatori locali nelle mani delle narcomafie per la difficoltà di ottenere autorizzazioni.

Ovviamente l’alternativa legale sarebbe affiliarsi a multinazionali, comunque non ben viste nel Paese, soprattutto dagli attivisti. In Messico sono oltre 250.000 le persone che coltivano cannabis in modo oggi illegale destinata alla vendita; per portare il circuito nella legalità occorre una buona normativa con regole aperte e chiare. In Italia, con il Manifesto Collettivo, proviamo a colmare certe lacune legislative che da troppo tempo caratterizzano il dibattito, augurandoci che venga finalmente abbracciato dalla politica dei partiti che gestisce il nostro Paese.

Parimenti ci auguriamo che il Messico possa servire da spinta e da esempio, perché no, per sviluppare un dibattito costruttivo sul tema, anche tra gli stessi antiproibizionisti.

Nel frattempo non possiamo che salutarci con il più classico degli…¡Hala Mexico!

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