Cannabis terapeutica, il TAR si pronuncia: una circolare non fa legge

Una circolare del Ministero della Salute, lo scorso settembre, ha imposto il ritiro di persona in farmacia di preparazioni a base di cannabis medica da parte del paziente o di un suo delegato. In alternativa, gli operatori sanitari possono sostituire il corriere nel trasporto dei medicinali stupefacenti (regola valida solo per la cannabis), utilizzando le ambulanze.

Una decisione che lascia interdetti e che ha visto subito mobilitati i farmacisti, guidati dal dottor Marco Ternelli, che ha presentato il ricorso al Tar dopo la pubblicazione della decisione ministeriale. I farmacisti hanno atteso quasi dieci mesi per una risposta incompleta: una circolare non fa legge.

Ci siamo confrontati con il dottor Ternelli per capire che cosa vuol dire in concreto la sentenza.

Tutti i laboratori galenici di Italia dal settembre scorso hanno sospeso le spedizioni dei preparati a base cannabis, con la sentenza del Tar riattiveranno il servizio?

“La sentenza non fa altro che dire siamo al 23 settembre 2020 e la situazione è questa, ovvero c’è una circolare che non ha alcun valore legale non c’è una sentenza di un tribunale che indica cosa si può e non si può fare. Non essendoci una legge ed essendo la circolare un’indicazione ma non una normativa, ad oggi la decisione di una farmacia sullo spedire o no è identica al 23 settembre.”

Possiamo considerarla una vittoria parziale?

“E’ il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno, ossia il Tar avrebbe potuto dire quello che ha detto, cosa che ci aspettavamo, oppure poteva dare delle indicazioni in merito, come già avvenuto in passato. In questo caso, non sarebbe stata ne una vittoria ne una sconfitta ma avrebbe mosso l’ago della bilancia che al momento rimane al centro.”

Qual è la prossima mossa?

“La mia prossima mossa e dei colleghi che vorranno seguirmi è quella di riprovare da qui a 6 mesi con un ricorso al Consiglio di Stato per riproporre la stessa questione nella speranza che i giudici si esprimeranno entrando nei meriti della questione, appurato il presupposto che la circolare non ha valore di legge. Nel frattempo, se a qualche disgraziato collega, assumendosi i rischi delle spedizioni, gli venga contestato qualcosa, a quel punto potrebbe essere riproposta la circolare al Consiglio di Stato con dei verbali di contestazione amministrativa/penale. Perché oltre alla responsabilità amministrativa c’è quella penale legata al dpr 309/90.”

Sono aumentate la diffusione di cannabis, la consapevolezza del paziente e le prescrizioni mediche. Questo ha stimolato l’avviamento di nuovi laboratori galenici autorizzati alla manipolazione della cannabis?

“Sicuramente l’aumento dell’informazione e l’interessamento da parte dei pazienti è aumentato notevolmente, mentre la preparazione dei medici ha avuto un incremento molto più lento rispetto ai suddetti eventi. I dati ufficiali del ministero non rilevano un aumento dei laboratori galenici che preparano cannabis, anzi, sono calati nell’ultimo anno. Erano in salita sino al 2018 quando sono state censite 437 farmacie, 15 in più rispetto al 2017. Al contrario, nell’ultimo report ci sono 39 laboratori in meno che hanno dichiarato di aver lavorato cannabis.”

Nel 2017 alcune farmacie sono state multate per presunta propaganda pubblicitaria a sostanza stupefacente. Cosa rischia un responsabile di laboratorio, anche nel caso di contestazione di una spedizione di una preparazione a base di cannabis?

“I controlli nei laboratori sono circa uno ogni due anni. Sono atti amministrativi per cui le conseguenze si limitano a delle multe. I problemi più grandi arrivano quando ci sono danni agli assuntori, in questo caso non risponde la casa farmaceutica ma il farmacista. Possibilità molto remote e che non comprendono la cannabis. Invece, se il farmacista spedisce preparati a base di cannabinoidi oppure riceve una denuncia riconducibile al dpr 309/90, ci sono sanzioni sia penali che amministrative”.

Ci auspichiamo che lo Stato si prenda le sue responsabilità e non continui a distinguere i cittadini tra serie A e serie B, finché ciò non avverrà il futuro è da scrivere. Cosa ti auguri?

“Non sono un disilluso. Premesso che non è stata cambiata una legge ma un’interpretazione di una o due persone tramite una circolare, quello che mi auspico è che il farmacista possa dispensare il medicinale attraverso le norme che non vietano la spedizione. Sarebbe bello che lo stato decida di consentire alle farmacie di preparare per altre farmacie che non hanno cannabis, inviare alla farmacia più vicina o al domicilio del paziente”.

Per aggiornamenti sulle importazioni e farmacie galeniche presenti in Italia clicca qui 

 

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