Campo di Canapa tessile

La cannabis può essere un allergene? La protesta di Vigasio per un campo di marijuana.

Italia, il piccolo paese dell’ignoranza. Tra cittadini in rivolta e istituzioni vacue, la vita del canapicoltore è un far west.

Che cosa è successo?

E’ apparso un post su facebook dove i cittadini di Vigasio protestavano per la presenza di un campo di marijuana, che avrebbe causato “emicrania” e “mal di gola” al vicinato.

Il fraintendimento è intuitivo, quasi banale, si tratta di canapa (hemp) e non di cannabis (marijuana), il che implica l’assenza di effetti psicoattivi e la legittimità della coltivazione.

Dal 2016 ad oggi sono state innumerevoli le aziende agricole a conduzione familiare che hanno inserito la canapa come varietà orticola innovativa per risollevare il bilancio stagionale. Sono innumerevoli anche i produttori che convivono con il terrore di:

  • sequestri da parte delle ffoo
  • segnalazioni da parte di avventori/vicini
  • furti in fioritura da parte delle mafie
  • furti random da parte di curiosi

Queste sono solo alcune delle problematiche causate dall’assenza di informazione reale e attendibile, una cultura anche minima inerente la botanica della cannabis sativa, la sua natura e i suoi impieghi e soprattutto i buchi normativi.

Dall’emanazione della lgs 242/16 non sono stati approvati decreti che colmino le carenze sulla modalità di produzione, nel rispetto del consumatore, e del commercio di canapa assegnando una categoria commerciale. Vuoti che cedono margine di fraintendimento ed errore a chi non ha una formazione in merito, ossia FFOO, cittadini e spesso anche politici.

Così le storie sull’odore della cannabis che causa malesseri di varia natura sono fantasticherie che intasano la pagina facebook di Vignano e sarebbero dovute essere smentite dal Sindaco Eddi Tosi, il quale ha rilasciato la seguente dichiarazione a un quotidiano locale:

«Quella è una coltivazione di cannabis che sarà destinata ad un uso terapeutico e che è stata autorizzata dalla Prefettura. Questo tipo di colture non sono soggette al controllo del Comune. C’è una normativa che consente, regolandola, l’attività agricola volta alla crescita di queste piante, che vengono poi utilizzate per una serie di cure. Quanto agli odori, io credo che la loro percezione sia una questione soggettiva, io, ad esempio, passo di lì tutti i giorni e non ho mai sentito nulla di strano; comunque, a quanto mi hanno spiegato, già entro la fine di questo mese ci sarà la raccolta».

Forse il sindaco non è al corrente che cannabis light è un prodotto da collezione, né cosmetico né alimentare, tanto meno riconosciuto come prodotto terapeutico per cui affermare che “cura” è una falsa attestazione, reato penale.

Quanto agli odori, è sempre bene mantenere le distanze dall’abitato per prevenire problemi di “pregiudizio” e atteggiamenti da “haters” da parte del prossimo, ma anche quei rarissimi casi di ipersensibilità e allergia alla canapa sativa.

Difatti, la canapa come altre orticole può dare allergia, un dato che non si era potuto rilevare durante il proibizionismo ma che ora andrebbe studiato per tutelare “gli utenti ricreativi della sostanza, i trasformatori, i lavoratori agricoli e i contatti di allergeni aeronautici di cannabis e prodotti di seconda mano.”

Come spiegato nell’articolo “An emerging allergen: Cannabis sativa allergy in a climate of recent legalization“, pubblicato su “Allergy, Asthma & Clinical Immunology” (Canada, 2020), la canapa non è stata coltivata per molti anni, con la ricomparsa della pianta non sono apparse le allergie ma con la diffusione aumenteranno, tanto vale approfondire il discorso.

Lo studio di specifici allergeni della cannabis è ancora agli inizi ma una piccola manciata di esperimenti hanno identificato alcuni potenziali allergeni.

  1. Indica i diversi tipi di reazioni allergiche e le esposizioni associate alla Cannabis sativa ( C. sativa ).
  2. Mostra sensibilizzazioni incrociate tra C. sativa e frutta, verdura, tabacco, alcol e lattice

Nel mondo contemporaneo, dove vincono le emozioni forti, la cannabis è un’attrattiva per haters e ignoranza, fintanto che la strada per l’informazione sarà dura e non supportata da istituzioni ed enti di ricerca.

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