5 motivi per usare e 5 per non usare i semi autofiorenti

I semi autofiorenti sono i grandi protagonisti della nostra epoca. Tutte le banche del seme, negli ultimi 10 anni, hanno aggiunto queste varietà al loro catalogo, ed adesso, molte di esse hanno tanti varietà autofiorenti quante ne hanno di femminili. Abbiamo cercato di mettere insieme 5 buoni motivi per preferirle alle varietà femminizzate, ma anche 5 motivi che, in determinate situazioni, dovrebbero sconsigliarti di utilizzare queste genetiche, e investire il tuo tempo ed le tue energie su una o più varietà femminizzate.

Iniziamo con i PRO

1 risparmiare tempo

Tutti sappiamo che in generale, le autofiorenti sono più veloci, nel senso che, mentre un ciclo di femminizzate richiede all’incirca dai 3 mesi in su, molte varietà autofiorenti, in particolare quelle contenenti una grande percentuale di geni indica, possono essere pronte per essere raccolte già dopo 8 settimane totali, calcolate dal momento in cui il germoglio spunta dal terreno. In outdoor, in climi temperati, é possibile completare 2 o addirittura 3 cicli durante il periodo maggio-ottobre.

2 indoor ed outdoor

Dopo oltre 15 anni di sviluppo, molte varietà sono molto stabili, e fioriscono senza problemi in indoor e anche outdoor. Inoltre, comparate con le varietà femminili, le autofiorenti possono essere il valore aggiunto quando coltivate all’aperto, dato che molte varietà femminili possono presentare problemi di fioritura in presenza di un abbondante inquinamento luminoso, cosa comune nelle nostre città e paesi. Nei casi più gravi questo può portare a notti interrotte (dalla luce artificiale) e problemi a completare la fioritura. Le autofiorenti sono totalmente immuni a questo problema

3 grande qualità

Sono ormai lontani i tempi in cui i fiori provenienti da piante autofiorenti avevano più o meno la stessa potenza, quasi nulla, delle varietà che adesso conosciamo come cannabis light. I fiori hanno, in termini di potenza, un effetto comparabile a quello delle varietà tradizionali. Sono inoltre disponibili varietà con CBD, CGB, con THC e CBD 1:1 e molte altre, quindi ognuno può trovare la propria favorita.

4 facili da coltivare

Le genetiche non si sono sviluppate soltanto in potenza e varietà, ma sono diventare anche robuste e più stabili. Non a caso la cannabis ruderalis, presente in tutte le autofiorenti in diverse percentuali, è notoriamente una varietà molto molto resistente, basti pensare al fatto che é originaria delle steppe russe ed asiatiche.

5 grande gamma di sapori, aromi e potenza

Se alcuni anni fa un appassionato esperto avrebbe storto la bocca, con sapori ed aromi incomparabili con quelli tradizionali, adesso non c’é alcun dubbio che è possibile accedere ad una vasta gamma di sapori ed aromi, la stessa delle varietà femminili.

Adesso invece concentriamoci sui CONTRO

1 il tempo

Mentre le varietà  autofiorenti a predominanza indica completano il loro ciclo di crescita e fioritura in meno di 2 mesi, quando si coltivano varietà autofiorenti con forte componente sativa, questo tempo di eleva a 70-75 giorni, non troppo lontano dalla durata totale di un ciclo di varietà femminizzate.

2 energia elettrica

Mentre le femminizzate hanno bisogno di 18 ore di luce solo nelle prime 2-4 settimane (periodo vegetativo) per poi scendere a 12 ore, le autofiorenti avranno bisogno di 18 o 20 ore di luce durante tutto il ciclo, questo comporta un consumo maggiore di energia elettrica.

3 temperature

In indoor, le luci accese per 18 o 20 ore al giorno producono molto più calore, inoltre essendo le “notti” di sole 4-6 ore, é più difficile eliminare il calore in eccesso.

4 gli errori si pagano caro

La velocità con le quali queste varietà crescono è un arma a doppio taglio. Quando tutto va bene é il valore aggiunto, quando commetti degli errori o quando comunque si manifesta un problema, il tempo passato a risolverlo é tutto tempo perso, che può portare a piante più piccole, una produzione di fiori più modesta o una minor qualità dei fiori.

5 patogeni e parassiti

In connessione a quanto abbiamo detto al punto 4, la presenza di patogeni o parassiti al momento sbagliato può danneggiare la qualità e/o la quantità del nostro raccolto.

A Ministry of Cannabis abbiamo ben presenti tutti questi punti, e quando sviluppiamo i semi autofiorenti lo facciamo sempre con l’obiettivo di esaltare i PRO e limitare i CONTRO, qualunque sia il tuo livello di esperienza.

Articolo a cura di Ministry of Cannabis

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