Bandi pubblici ai privati, il via alla produzione Made in Italy

L’Italia vuole essere autosufficiente nella produzione di cannabis medica per cui si adegua agli standard adottati da altri paesi e la produzione viene ampliata alle aziende private.

Bedrocan e Pedanius scarseggiano dallo scorso anno e ad oggi sono introvabili nelle farmacie galeniche. Milioni di pazienti sono obbligati, dopo aver subito un lungo ed oneroso percorso di prescrizione, a dover scegliere tra la disobbediente autoproduzione e il mercato nero. L’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze è l’unico autorizzato alla produzione di FM, senza risultati sufficienti, sarà il punto di conferimento per le aziende che si aggiudicheranno l’appalto. Il Ministero della salute apre bandi pubblici, senza precludere la produzione alle case farmaceutiche, ma esisterà un mercato libero?

Ad Ottobre il sottosegretario del Ministero della Salute, Andrea Costa, ha preannunciato l’arrivo di bandi per la partecipazione attiva di aziende private alla produzione di cannabis medica. Intenzione confermata la settimana scorsa durante l’incontro del Tavolo Tecnico adepto al miglioramento della distribuzione del farmaco cannabico.

L’ultima notizia è che “entro aprile faremo i bandi per trovare i privati con i quali collaborare” – dichiara Andrea Costa aggiungendo che tra i candidati potrebbe esserci il Consorzio agricolo Bio Hemp Farming di Cerignola (Foggia) dell’imprenditore Pietro Paolo Crocetta. Crocetta spiega: “Siamo stati i primi, nel gennaio dell’anno scorso, ad avere l’autorizzazione a produrre per il settore farmaceutico”.

La partecipazione attiva dell’imprenditore al processo normativo è nota, presente nel settore da molti anni, presidente anche di Cristal Hemp, cofondatore di aziende impiegate nel settore come Delizie di Canapa, presenzia come membro del tavolo tecnico del Mipaaf per la cannabis industriale. Pier Paolo Crocetta è di fatto coordinatore del tavolo dedicato a “La filiera canapicola. Mercato e strumenti di sviluppo per il settore”.

Le intenzioni del Ministero sono di sopperire alla carenza farmaco ed avviare un settore economico da milioni di euro.

Il sottosegretario Costa ha dichiarato infatti: “Stiamo varando dei bandi – ha spiegato Costa – che diano la possibilità di coltivare cannabis ad uso medico anche ad aziende private e pubbliche nel nostro Paese per essere in grado di raggiungere l’obiettivo di essere autosufficienti nell’ambito della produzione. Questo è un tema che stiamo affrontando insieme ai ministeri dell’Agricoltura e dell’Interno, siamo a buon punto del percorso”.

Coldiretti ha stimato 10 mila nuovi posti di lavoro nei campi di cannabis medica, una manna per il comparto ortofrutticolo che vive una grande crisi da anni, ulteriormente aggravata dalla pandemia e dai rincari delle materie prime ed energia incisivi su prodotti di basso costo.

La domanda che sorge spontanea è quindi se ciò che si dice sarà vero: il bando sarà per tre aziende che già sono state preventivamente aggiornate su quelle che saranno le richieste dei disciplinari di produzione, tra queste Bio Hemp Farming. Dall’emanazione della 242/16 sono diversi i professionisti che sono rientrati in Italia nella speranza di poter supportare il paese con le proprie competenze apprese all’estero, dove la legalizzazione era già una certezza, per cui diverse aziende stanno investendo notevoli somme di denaro per essere in linea con GACP e GMP e sarebbero tagliate fuori dalla gara in corso, preannunciata da un anno e quindi dall’interesse crescente.

Si riuscirà a garantire un mercato libero per la commercializzazione della cannabis medica? Saranno pubblicati altri bandi di libero accesso per tutte le aziende italiane?

 

 

 

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