Come è andata a Spannabis 2022: la prima fiera dopo la pausa pandemica

Spannabis è tornata in tutto il suo splendore. Il cielo piovigginoso di Barcellona ha coperto migliaia di persone provenienti da tutto il mondo per la prima fiera della cannabis post-lockdown.

Spannabis è stata la prima fiera ad essere sospesa nel marzo 2020, quando il Covid19 costrinse anche i più temerari a cedere alla pandemia. Voli annullati, biglietti cestinati, per tornare due anni dopo, più carichi di energia anche perché si festeggia  la riconquistata libertà.

Tre giorni di cannabis: industriale, medica, light. Con tanto di vezzi e vizi annessi nella cornice spagnola. Gli espositori, organizzati in padiglioni coperti, convergono in un ampio cortile con musica dal vivo, mascotte e cibo, alimenti da “fast foods” in mega porzioni, coerente con la forte influenza americana nella fiera.

Gli Stati Uniti, infatti, sono vicini e, con loro, la legalizzazione. Per questo Spagna e Portogallo bilanciano egualmente le componenti del mondo cannabico dando spazio ad aziende americane. Gli stand a stelle e strisce espongono mini piastre rosin casalinghe e mega trimmer professionali. La proposta più originale è quella della Quastar con una tecnologia per la decontaminazione dei fiori tramite fotoni (Raggi X) che altera le componenti biochimiche della materia prima pur rimanendo “chemical and residual free technology”.

Il CBD è stato presente in tutte le sue varianti di applicazione; tra le proposte d’avanguardia possiamo annoverare le buste tipo tabacco – con tanto di nota “fumar este producto es nocivo para su salud” – in sette varianti, da indica a sativa e i “joint cores” ossia pre rollato e cbd hash al 58% in un unico packaging.

La cannabis medica e la tutela dei diritti degli operatori del settore sono argomenti spinosi in tutta Europa, diritti e assistenza ai privati erano rappresentate da associazioni di medici e di attivisti. Legali e dottori molto giovani che si applicano per la causa visto che in Spagna non è legalizzata la cannabis terapeutica e per un lungo periodo è stata vietata la light.

Giochi, competizioni, gadget e free sample hanno rallegrato le lunghe giornate tra gli stand. A dominare la scena non sono i semi da collezione bensì le cartine e i filtri, prodotti di libera vendita che ancora possono distinguersi per granulometria e sapore.

Personalità importanti come Jorge Cervantes e Mila Jansen erano presenti negli stand e nella sala conferenze. L’auditorium ha ospitato l’ottava edizione delle World Cannabis Conferences, con la presenza di professionisti del mondo cannabico eccelsi negli ambiti di ricerca, politica, medicina, agronomia e l’immancabile Spannabis Champions Cup.

Per concludere, alla prima fiera della cannabis post-pausa-pandemica non mancava nulla. C ’erano tutti e un po’ di tutto, l’unica assenza è stata alle 4:20PM quando i veterani attendevano un segnale…

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