World Drug Report 2022: dall’ecologia ai conflitti, l’analisi del narcotraffico globale

L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) pubblica il World Drug Report 2022 dove si evidenzia l’evoluzione dell’uso della cannabis nei paesi che hanno legalizzato, l’economia e l’evoluzione della produzione, il traffico e la vendita di droghe, l’impatto ambientale del narcotraffico e il suo legame con le zone di guerra.

La lettura di molte testate è concentrata sull’aumento dell’uso della cannabis tra i giovani, sul conseguente aumento delle segnalazioni di persone con disturbi psichiatrici, suicidi e ricoveri. Eppure l’accento andrebbe posto sull’aumento della produzione di cocaina e le morti per abuso di oppioidi, nonché sulla contestualizzazione del legame che unisce droghe e conflitti armati. L’Ucraina, ad esempio, nonostante la guerra in corso, si impegna nella legalizzazione della cannabis medica. Un gesto forte che si oppone all’aumento dei laboratori clandestini di anfetamine in questo stato (da 17 laboratori smantellati nel 2019 a 79 nel 2020).

UNODC e cannabis

Il rapporto delle Nazioni Unite, arrivato due anni e mezzo dopo il riconoscimento dell’uso medico della cannabis da parte dell’ONU, analizza il rapporto tra cittadini e cannabis in alcuni paesi che hanno depenalizzato il THC: Uruguay, Canada, Washington e Colorado. La decriminalizzazione della sostanza e la tolleranza dell’uso ha aumentato la diffusione della cannabis e quindi anche le entrate fiscali dello Stato e ridotto i tassi di arresto per possesso di cannabis, nonché la spesa pubblica.

La nota negativa viene posta sull’aumento dell’uso di cannabis tra giovani e adulti e sull’aumento associato di segnalazioni di persone con disturbi psichiatrici, suicidi e ricoveri.

Aumenta il traffico di droga internazionale: cocaina in primis

A livello globale continua a crescere la produzione e il traffico di droga, in particolare la cocaina che è arrivata a un livello record nel 2020 (+11% dal 2019) nonostante il lockdown per la pandemia Covid-19. I narcotrafficanti si sono organizzati con gli spostamenti via mare, che conta il 90% dei sequestri.

Il traffico di metanfetamine si sta espandendo geograficamente e i conseguenti sequestri hanno raggiunto il record di +500% tra il 2010 e il 2020.
La produzione mondiale di oppio, invece, è incrementata del +700% tra il 2020 e il 2021, anche se l’area globale coltivata a papavero da oppio è scesa del 16% nello stesso periodo.

I decessi per abuso di oppioidi negli USA sono una guerra silenziosa: le perdite di vite umane sono in aumento, fentanyl e pandemia non hanno aiutato la ripresa. Nel 2020 il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) lanciò l’allarme: in un anno oltre 100mila morti per overdose (04/2020 – 04/2021), con un aumento del 28,5% rispetto all’anno precedente.

Nonostante Joe Biden si era impegnato nella lotta all’epidemia di decessi per overdose, nel rapporto ONU Stati Uniti e Canada continuano a battere ogni record, principalmente a causa del fentanyl. Stime preliminari negli Stati Uniti indicano oltre 107.000 morti per overdose nel 2021, rispetto a quasi 92.000 nel 2020.

Non c’è spazio per l’ecologia nel narcotraffico

Il Word Drug Report si occupa anche di ambiente: non c’è spazio per l’ecologia nel narcotraffico. La produzione di droghe sintetiche genera rifiuti da 5 a 30 volte il volume del prodotto finale, che non essendo smaltiti correttamente possono colpire direttamente il suolo, l’acqua, l’aria, gli organismi, gli animali e la catena alimentare. Se la deforestazione per la produzione illecita di cacao è preoccupante, l’impronta di un kilo di cocaina è 30 volte maggiore a quella delle fave di cacao.

Le produzioni indoor di cannabis, invece, non tolgono terreno alle foreste ma incidono sulla presenza di carbonio nell’aria, è stato stimato tra 16 e 100 volte maggiore a quella della coltivazione outdoor.

Donne e filiera del narcotraffico

Il divario tra i due sessi non è sul consumo, le donne rappresentano circa il 45-49% dei consumatori di anfetamine, utenti non medici di stimolanti farmaceutici, oppioidi farmaceutici, sedativi e tranquillanti, ma sul trattamento. Gli utenti in trattamento per i disturbi da uso di anfetamine, infatti, sono uomini quattro su cinque. Le donne sono però sempre più presenti nei diversi ruoli occupati nell’economia globale della cocaina, dalla produzione allo spaccio nei luoghi di detenzione.

Droghe e luoghi di guerra

Il rapporto, come accennato, analizza lo sviluppo economico delle droghe illecite nei luoghi dove sono in corso delle guerre, ossia dove lo stato di diritto è debole. Il narcotraffico influisce sul conflitto e viceversa, prolungandone la durata e favorendo la produzione di droghe sintetiche. Le guerre spostano le rotte del traffico di droga e, soprattutto se vicine ai mercati di consumo, prendono parte al conflitto come strumento di finanziamento generando reddito. L’analisi si è concentrata sugli effetti delle situazioni avvenute in Medio Oriente, nel Sud-Est asiatico, nei Balcani ed in Ucraina.

Conclusioni

Il Word Drug Report 2022 ha evidenziato come le droghe facciano parte della società ad ogni livello, dalle minoranze alle occupazioni, dalle guerre alla ricerca scientifica. Per cui una soluzione intuitiva potrebbe essere la regolamentazione dell’uso degli psichedelici sul modello dell’Oregon, in una prospettiva di riduzione del danno e depotenziamento dei cartelli del narcotraffico. Se il problema principale ad oggi è l’ecologia e la decadenza del mondo stesso per come lo conosciamo, a cui contribuiscono guerre per energie non rinnovabili e narcotraffico, perché non partire dal depotenziamento di quest’ultimo attraverso la legalizzazione?

La relazione, infine, non si pone coerentemente alla dichiarazione di Vienna, poiché se la cannabis fosse vista come farmaco e non come droga sarebbe da contestualizzare con la necessità di una maggiore preparazione della classe medica in sinergia con la ricerca scientifica che annovera numerose pubblicazioni sull’impatto del cannabidiolo nelle condizioni psichiatriche e mediche.

Per fortuna sono molti i paesi che si stanno muovendo autonomamente in questa direzione, attraverso la regolamentazione dell’uso medico delle sostanze. Come l’Ucraina che, imprevedibilmente, ha dato spazio alla legalizzazione della cannabis medica in piena guerra con la Russia, la guerra del gas.

Ucraina: deposizione del disegno di legge per la legalizzazione della cannabis medica

Il Ministro della Salute ucraino Viktor Liashko annuncia che il governo appoggia il disegno di legge che legalizza la cannabis medica, questo durante la guerra con la Russia. Il disegno di legge, presentato nel giugno 2021, era stato bocciato dal parlamento ucraino anche se il governo ha legalizzato l’uso di dronabinol, nabilone, droghe sintetiche a base di THC e nabiximols, due mesi prima che i legislatori presentassero il disegno di legge sulla cannabis medica.
Liashko dichiara in un post su Facebook: “Comprendiamo gli effetti negativi della guerra sulla salute mentale. Comprendiamo il numero di persone che avranno bisogno di cure mediche a causa di questa esposizione. E capiamo che non c’è tempo per aspettare”.

Chi si oppone alla legalizzazione della cannabis medica in Ucraina confonde i medicinali con la cannabis illegale screditando l’uso per scopi medici.

La legga depositata incoraggia, invece, la ricerca e amplia l’accesso ai pazienti per oltre 50 patologie, tra cui cancro e disturbo da stress post-traumatico (PTSD), malattie neurologiche e dolore cronico di origine neuropatica. Si prevede, inoltre, la produzione e la vendita di prodotti a base di cannabis medica tramite il rilascio di licenze e un sistema di tracciabilità per seguire tutte le fasi della filiera.

I pazienti potranno ottenere la prescrizione elettronica dal medico di base.

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