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Meloni messa con le spalle al muro da chi studia le politiche sulle sostanze

Giorgia Meloni lunedì al convegno organizzato dal governo nella Giornata Mondiale contro l’abuso delle sostanze stupefacenti e la lotta al narcotraffico non riesce nell’operazione democratica di accogliere l’opposizione arrivata dai banchi, da parte di Antonella Soldo coordinatrice di Meglio Legale seguita da Riccardo Magi segretario di +Europa. La Presidente del Consiglio, in modo totalmente antiscientifico, continua a ripetere durante il suo intervento che: “tutte le droghe sono uguali”, come se anche trattare le dipendenze da sostanze diverse fosse la stessa cosa. Pensare quindi che tutto sia uguale, implica anche dare servizi sanitari sbagliati ed inadeguati a chi passa dal consumo all’abuso, implica anche negare qualsiasi tipologia di accesso ad una corretta informazione ai giovani che devono essere consapevoli delle differenze di pericolosità ed effetto delle sostanze alteranti, tra cui l’alcol e le sigarette.

Prima del convegno in una delle sale della Camera dei Deputati si è svolta la presentazione del Libro Bianco sulle Droghe che è arrivato alla sua quattordicesima edizione, e fa emergere dei dati interessanti che evidentemente la destra governativa non vuole vedere. Riccardo Magi in apertura della conferenza stampa ricorda che l’impianto penale del nostro paese è volto a colpire direttamente le persone, ricordando come il 34% dei detenuti è in carcere per violazione del Testo Unico sulle Sostanze Stupefacenti, un dato che è quasi il doppio della media europea che è del 18%: un altro approccio a questo fenomeno sociale sarebbe utile per evitare il sovraffollamento carcerario di cui il nostro paese è vittima. Franco Corleone, già senatore radicale, è intervenuto per presentare il libro bianco dicendo che: “ufficialmente il governo con la Relazione sulle Tossicodipendenze dovrebbe dichiarare i nostri stessi dati, e questo si mal concilia con la retorica e la propaganda attuale. Per questo ci faranno aspettare ancora un pò per rilasciare la relazione che per legge dovrebbe uscire nel mese di Giugno. La Relazione sulle tossicodipendenze verrà messa da parte, perchè il governo ha preannunciato una politica di restrizione e volontà di affrontare le condizioni della legge per: da una parte trovare soluzioni paternalistiche e autoritarie e dall’altra aggravare le pene. L’esempio è quello di Andrea Del Mastro, Sottosegretario al Ministero della Giustizia, che qualche mese fa ha lanciato la proposta di togliere dal carcere, non si sa con quale provvedimento, i cosiddetti tossicodipendenti e trasferirli in comunità chiuse. A questo pronunciamento non è seguito nessun atto: dal punto di vista normativo ci sono già le soluzioni possibili, ma nella logica del governo le proposte per identificare percorsi comunitari già esistono.”

Corleone rigetta quindi la retorica delle comunità chiuse, ed il ragionamento sottostante a queste proposte. Ha continuato Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe dicendo che: “La legge sulle droghe è la vera causa del sovraffollamento carcerario. Il 40% degli ingressi in carcere è di persone che usano droghe, spesso per condotte legate al loro uso problematico. Il 34% dei detenuti lo è per effetto del Testo Unico sulle droghe. È praticamente il doppio della media europea (18%), molto di più di quella mondiale (22%) e di paesi che non sono certo “lassisti” sulle droghe, come la Russia (29%). Un’intera generazione è stata segnalata per uso di droghe (più di 1.000.000 per cannabis) e denunce penali e segnalazioni per consumo di minori sono in preoccupante aumento (+15% e +33%, quasi tutti per cannabis). L’Italia è stata richiamata formalmente anche dal Comitato per i Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite per l’eccessiva criminalizzazione della normativa sulle droghe. Sono tutti dati contenuti nel Libro Bianco sulle droghe che è giunto alla quattordicesima edizione. Quindi no, Presidente Meloni: c’è qualcuno che davvero si è occupato di come migliorare le politiche sulle droghe, e ben prima di 14 anni fa. Anzi il Libro Bianco ha cominciato ad essere pubblicato proprio per dimostrare il disastro generato dall’ultima volta che il Sottosegretario Mantovano si è occupato di droghe, ovvero quando fu l’ispiratore della legge Fini Giovanardi”.

Sono intervenuti anche Denise Amerini della CGIL e Matteo Lami del CNCA, ed erano assenti per motivi di sovrapposizione di impegni Rachele Scarpa e Marco Furfaro, quest’ultimo ha però espresso la sua posizione tramite i social network del Partito Democratico dicendo che: “Nella giornata internazionale contro l’abuso di droga e il traffico illecito, il governo Meloni è riuscito ancora una volta a trasformare una cosa seria in una pagliacciata propagandistica e retorica. Servono serietà, competenza, pragmatismo, non le solite quattro frasi fatte. Il proibizionismo ha fallito, fa felice le mafie. Lo dicono i dati, perché continuare a far finta di non vedere?”.

Un fronte che pare più unito rispetto a prima, ma che si fortifica notevolmente grazie all’iniziativa che ha visto Antonella Soldo praticare un’azione non violenta, appoggiando il Libro Bianco sul palco vicino a Giorgia Meloni, che in quel momento stava urlando addosso a lei ed a Riccardo Magi. La coordinatrice di Meglio Legale ha poi fatto emergere quelli che sono gli interessi in gioco: “Nel 2019 il partito di Giorgia Meloni ha preso 200 mila euro per finanziare la campagna elettorale delle elezoini europee da un’azienda americana che si occupa di cannabis legale”; ricordarci questi movimenti ci aiuta a capire che siamo vittime spesso dell’ipocrisia e di un modus operandi ideologico e retrogrado.

Nei prossimi giorni riporteremo tutti i dati del Libro Bianco, sperando che anche Giorgia Meloni si sia decisa a leggerlo.

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