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Colombia: la bozza per regolamentare foglia di coca, cannabis e papavero

La Colombia prosegue sulla strada della decriminalizzazione e regolamentazione delle sostanze stupefacenti, dopo il tentativo nella scorsa legislatura di Ivan Marulanda di regolamentare la foglia di coca e creare così migliori condizioni di vita anche per i campesinos, spesso costretti a dover sottostare alle regole della criminalità organizzata. Oggi, sotto il governo di Gustavo Petro che più volte ha dichiarato la necessità di cambiare approccio in merito alle politiche sulla droga, la Colombia vede nascere una prima bozza di regolamentazione per la foglia di coca, la cannabis, e la pianta di papavero.

Il testo, come rivela il quotidiano El Espectador , propone una regolamentazione, ma l’impatto di questo disegno di legge riguarderà maggiormente la foglia di coca, vietata in Colombia, tranne ai gruppi etnici che la utilizzano per scopi ancestrali. Un’iniziativa che dovrebbe dare ragione al presidente della Repubblica, Gustavo Petro , il quale ha più volte affermato che questa proposta mira a eliminare l’etichetta esistente sulla foglia di coca.

Pertanto, questo progetto di decreto vuole essere il primo passo verso l’avvio della politica antidroga. Nel documento in possesso del El Espectador si propone che il Consiglio nazionale degli stupefacenti sia l’organo di governo del processo, in quanto l’unico che potrà concedere l’autorizzazione per il possesso di sementi, nonché le licenze di coltivazione, tali piante e l’autorizzazione all’uso delle piantagioni. Uno dei requisiti principali per la persona o la comunità che richiede uno qualsiasi dei permessi è quello di avere un progetto produttivo specifico con la piantagione, sia medico, scientifico o industriale con la pianta. La proposta, inoltre, non riguarderebbe solo i progetti futuri, ma anche quelli già avviati senza il permesso del Governo e che vogliono essere formalizzati.

Il Ministro della Giustizia Néstor Osuna ha affermato che questo è un passo che non ha a che fare con la regolamentazione della cocaina, ma bensì una transizione che va dalla cocaina alla foglia di coca e quindi ad economie maggiormente lecite. In questo senso rientrano tutte le possibilità produttive: dal consolidamento di un progetto di promozione di medicinali a base di foglia di coca, papavero o marijuana, alla richiesta di autorizzazioni per scopi accademici o di ricerca. Per questo motivo, questa proposta, sebbene sia guidata dal Ministero della Giustizia, coinvolge anche altri portafogli come Agricoltura e Salute , con l’obiettivo di promuovere nuovi usi delle foglie. “Pensate, ad esempio, ai fertilizzanti, alla plastica o alle vernici ricavate dalla foglia di coca”, ha detto il ministro Osuna.

I permessi, le licenze e le autorizzazioni che il Consiglio Nazionale Narcotici rilascerebbe, secondo la bozza di decreto, avrebbero una validità massima di cinque anni e potrebbero essere rinnovati indefinitamente per lo stesso periodo, se la persona ne giustifica la permanenza —o ristrutturazione— del progetto in cui si utilizzano le piante. L’organismo che accompagnerebbe il processo sarebbe il Fondo Nazionale Narcotici.

Nella proposta di politica antidroga presentata dal Governo si menziona anche l’importanza di concedere un trattamento differenziato agli attuali piccoli coltivatori di foglie di coca, affinché diventino soggetti di speciale tutela costituzionale. Ciò significherà che le comunità che si sono dedicate alle colture illecite potranno possedere la terra. In questo decreto, che sarà aperto all’osservazione dei cittadini per 15 giorni anche sul sito del Ministero della Giustizia , a partire da giovedì 30 novembre, vengono stabiliti una serie di requisiti affinché le persone possano richiedere formalmente una licenza per possedere o coltivare semi di alcuni dei quelle piante.

Una di queste è che il progetto produttivo sia sostenuto da due componenti: che sia presentato dalle comunità etniche, dai contadini, dalle organizzazioni sociali di base nei territori , e che abbia anche l’avallo di un ente pubblico, sia esso il sindaco, il governo , enti nazionali o consigli. Lascia aperta anche la possibilità agli imprenditori di espandere la commercializzazione dei prodotti, unendosi alla catena del valore come alleati del progetto.

Ciò che il Governo cerca, con questo documento, è creare un quadro normativo che non solo apra le porte alla politica antidroga, ma anche in cui convergano altri processi come la lotta al cambiamento climatico e lo sviluppo rurale del Paese. Ecco perché, dopo le osservazioni dei cittadini, il progetto di decreto avrebbe la firma del ministro della Giustizia, Néstor Osuna ; e anche da Jhenifer Mojica (Agricoltura) e Guillermo Jaramillo (Salute). 

Il Testo Completo.

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