In Italia la cannabis continua a rappresentare uno dei terreni sui quali il confronto politico intreccia salute pubblica, libertà individuali, sicurezza, contrasto alla criminalità organizzata e interessi economici. La distinzione tra i partiti, tuttavia, non è sempre riconducibile a un semplice «sì» o «no» alla cannabis: cambiano infatti l’oggetto della regolamentazione e il grado di liberalizzazione proposto.
Il quadro del 2026 mostra una frattura piuttosto netta. Da una parte si collocano le forze che propongono una revisione dell’impianto proibizionista, con modalità differenti; dall’altra quelle che difendono il mantenimento del divieto e sottolineano soprattutto i profili sanitari e di sicurezza. Nel mezzo rimangono alcune posizioni più prudenti o ancora in fase di elaborazione.
Partito Democratico: dalla depenalizzazione alla regolamentazione
Il Partito Democratico ha da tempo inserito la riforma delle politiche sulla cannabis nel proprio dibattito sulle droghe. Nel programma elettorale del 2022 il PD proponeva, tra l’altro, l’autoproduzione per uso personale fino a quattro piante, accompagnata da depenalizzazione, prevenzione e informazione, oltre al potenziamento dell’accesso alla cannabis terapeutica. Il documento collocava esplicitamente la questione in una prospettiva di contrasto al mercato illegale. Partito Democratico
Negli anni successivi il partito ha assunto una posizione particolarmente critica nei confronti delle restrizioni introdotte sulla cannabis light. Nel 2025 Alessandro Zan ha contestato la «criminalizzazione della cannabis light» contenuta nel decreto sicurezza, mentre Marco Furfaro ha sostenuto la necessità di rendere nuovamente legale il commercio dei prodotti di cannabis light. Partito Democratico+1
Il tratto distintivo della posizione democratica è quindi l’idea di ridurre l’area penale e sottrarre una parte del mercato alla criminalità, affiancando alla riforma strumenti di prevenzione e tutela sanitaria.
Movimento 5 Stelle: una scelta esplicita per la legalizzazione
Il Movimento 5 Stelle ha compiuto un passaggio particolarmente significativo durante l’Assemblea Costituente del novembre 2024.
Agli iscritti è stato sottoposto un quesito molto preciso: se fossero favorevoli a legalizzare la cannabis, regolamentandone l’uso personale per finalità terapeutiche e ricreative anche allo scopo di sottrarre guadagni alle organizzazioni criminali. I voti favorevoli sono stati 39.069, contro 4.720 contrari e 2.613 astensioni. Il Fatto Quotidiano
Si tratta di uno degli elementi più chiari per definire l’attuale collocazione del M5S sul tema: favore alla legalizzazione regolamentata, con una motivazione che combina libertà individuale e contrasto al mercato criminale.
Nel 2026, tuttavia, il Movimento ha riaperto il tema all’interno del percorso programmatico «Nova – Parola all’Italia». La cannabis è stata inserita tra gli argomenti di confronto deliberativo, con un’impostazione che mette insieme evidenze scientifiche, salute pubblica, sicurezza, tutela dei minori, diritti individuali e sviluppo economico. Il documento precisa inoltre che le raccomandazioni emerse dal confronto devono essere successivamente sottoposte al voto dell’Assemblea del Movimento. Movimento 5 Stelle
La posizione politica favorevole alla legalizzazione resta dunque documentata, mentre il dettaglio dell’eventuale futura proposta normativa è oggetto di ulteriore elaborazione.
Alleanza Verdi e Sinistra: il fronte più articolato della regolamentazione
Alleanza Verdi e Sinistra sostiene una revisione molto ampia dell’attuale modello proibizionista.
Nel programma di AVS compare una proposta di legalizzazione della produzione, distribuzione e vendita della cannabis per adulti, insieme alla possibilità di coltivazione per uso personale e alla creazione di Cannabis Social Club. Il partito collega esplicitamente la riforma al contrasto degli interessi della criminalità organizzata. Alleanza Verdi e Sinistra – Reti civiche
Il programma prevede inoltre una disciplina specifica per l’autocoltivazione e interventi sulla posizione penale di chi è stato condannato per condotte che verrebbero rese lecite dalla nuova normativa. Alleanza Verdi e Sinistra – Reti civiche
La linea di AVS comprende quindi non soltanto la depenalizzazione dell’uso personale, ma una regolamentazione dell’intera filiera, dalla produzione alla vendita.
La stessa impostazione è arrivata anche all’attività parlamentare: nell’aprile 2026 il senatore Peppe De Cristofaro ha presentato il disegno di legge S.1882, dedicato espressamente a coltivazione, cessione e consumo della cannabis e dei suoi derivati. Il provvedimento è stato assegnato alle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato nel maggio 2026. Senato della Repubblica
+Europa e la tradizione radicale
+Europa mantiene una posizione storicamente favorevole alla revisione delle politiche proibizioniste e alla legalizzazione della cannabis. Il tema è stato portato avanti anche attraverso l’attività parlamentare e il dibattito sulle politiche delle droghe.
Nel 2025 Riccardo Magi, segretario nazionale di +Europa, ha sostenuto la necessità di un cambio di approccio alle politiche sulle droghe, criticando l’espansione dell’intervento penale e richiamando un’impostazione basata su evidenze scientifiche e diritti umani. Lila
La tradizione radicale tende quindi a collocare la cannabis dentro una questione più generale: superare il paradigma esclusivamente repressivo e spostare il baricentro verso regolamentazione, riduzione del danno e tutela della salute.
Azione: il dossier è ancora in elaborazione
Per Azione il quadro è più prudente.
Nel documento congressuale del 2025 il partito ha previsto, all’interno del tavolo sui diritti civili, un’analisi costi-benefici della depenalizzazione e della legalizzazione della cannabis. L’obiettivo indicato era produrre un position paper entro metà 2026, da sottoporre successivamente alla Direzione nazionale. Azione
Questo significa che, a differenza di partiti che hanno già formalizzato una proposta di legalizzazione, Azione ha scelto un percorso di analisi prima della definizione di una posizione programmatica definitiva.
Per una rivista specializzata è una distinzione importante: non sarebbe corretto trasformare l’apertura al dibattito in un sostegno già formalizzato alla legalizzazione.
Italia Viva: apertura storica, posizione meno strutturata
Italia Viva ha sostenuto negli anni precedenti alcune iniziative parlamentari favorevoli a una maggiore regolamentazione della cannabis, compreso il dibattito sulla legalizzazione dei cannabis shop e sulla coltivazione domestica.
Nel quadro attuale, tuttavia, la posizione del partito appare meno dettagliatamente formalizzata rispetto a M5S, AVS o PD. È quindi più prudente descrivere Italia Viva come una forza tendenzialmente aperta alla liberalizzazione, senza attribuirle automaticamente una proposta organica di legalizzazione integrale.
Fratelli d’Italia: contrario alla legalizzazione
Fratelli d’Italia rappresenta il principale punto di riferimento politico dell’opposizione alla legalizzazione nel campo del centrodestra.
Il partito ha espresso ripetutamente la propria «assoluta contrarietà» alla legalizzazione e liberalizzazione della cannabis. FDI
La posizione riguarda anche la cannabis light. Il passaggio più significativo si è verificato nel 2025, quando il decreto sicurezza ha introdotto una stretta sulle infiorescenze di canapa e sui prodotti da esse derivati. Nel dicembre dello stesso anno FdI presentò inoltre un emendamento alla legge di bilancio che avrebbe riaperto la possibilità di commercializzare determinati prodotti a bassissimo THC, accompagnandola però con una tassazione del 40%; l‘emendamento fu successivamente ritirato. Il partito spiegò che l’obiettivo era contrastare la diffusione dei prodotti, non legalizzarli. ANSA.it+1
È quindi importante distinguere legalizzazione della cannabis ricreativa e disciplina della cannabis light: la vicenda del 2025 non rappresenta un cambio di linea di FdI verso la legalizzazione della cannabis.
Lega: approccio proibizionista e centrato sulla sicurezza
La Lega si colloca anch’essa nell’area contraria alla legalizzazione della cannabis ricreativa.
L’impostazione politica del partito privilegia il contrasto al consumo e allo spaccio e un approccio orientato alla sicurezza. Anche la discussione sulla cannabis terapeutica si è intrecciata con il tema della sicurezza stradale: nel giugno 2025 il ministro Matteo Salvini ha convocato un tavolo tecnico con istituzioni, associazioni di pazienti e società scientifiche per affrontare gli effetti del nuovo Codice della strada sui pazienti sottoposti a terapie con sostanze contenenti metaboliti attivi di matrice psicotropa. Ministero dell’Industria e del Commercio
Questa vicenda evidenzia un punto importante: essere contrari alla legalizzazione della cannabis ricreativa non significa necessariamente essere contrari all’uso medico della cannabis. Il confronto sulla cannabis terapeutica riguarda infatti soprattutto prescrizione, accessibilità, sicurezza alla guida e rapporto tra presenza di metaboliti e stato di alterazione.
Forza Italia: posizione conservativa, con una tradizione liberale non coincidente con la liberalizzazione della cannabis
Forza Italia non ha assunto negli ultimi anni una posizione favorevole alla legalizzazione della cannabis paragonabile a quella delle forze progressiste.
Durante il dibattito parlamentare sulla depenalizzazione della coltivazione personale, nel 2022, il gruppo di Forza Italia espresse contrarietà a una proposta di modifica legislativa, richiamando anche considerazioni di carattere educativo e sulla tutela delle giovani generazioni. Documenti Camera
Anche in questo caso è utile evitare semplificazioni: la cultura politica liberale di Forza Italia su alcune questioni economiche e civili non si traduce automaticamente in una posizione favorevole alla legalizzazione della cannabis.
Il punto di maggiore conflitto: la cannabis light
Se la legalizzazione della cannabis ricreativa rimane il principale spartiacque ideologico, nel 2026 la questione più immediata per il settore italiano è probabilmente quella delle infiorescenze di canapa a basso THC.
Il decreto-legge sicurezza del 2025, poi convertito nella legge n. 80/2025, ha introdotto un divieto molto ampio per importazione, cessione, lavorazione, distribuzione, commercio, trasporto e altre attività relative alle infiorescenze di canapa e ai prodotti che le contengono. Quotidiano Sanità
La norma è stata contestata sul piano giudiziario. Nel 2026 la questione è arrivata anche davanti alla Corte costituzionale, mentre il contenzioso europeo è rimasto aperto. Corte Costituzionale+1
Questo passaggio è politicamente rilevante perché ha spostato il dibattito dalla sola «cannabis ricreativa» alla sopravvivenza di una filiera economica legata alla canapa industriale e ai prodotti a basso contenuto di THC.
Su questo fronte le differenze politiche sono particolarmente marcate: PD e AVS hanno contestato la stretta, mentre il centrodestra l’ha sostenuta, pur con differenze interne sulla disciplina economica del settore. Partito Democratico+1
Una mappa politica senza semplificazioni
Considerando le posizioni documentate, il quadro può essere sintetizzato così:
| Forza politica | Legalizzazione cannabis adulta | Autocoltivazione | Cannabis light | Cannabis terapeutica |
|---|---|---|---|---|
| AVS | Favorevole | Favorevole | Contraria alle restrizioni | Favorevole all’accesso |
| M5S | Favorevole, sulla base del voto degli iscritti | Orientamento favorevole | Contrario alle restrizioni | Favorevole |
| PD | Apertura alla regolamentazione/depenalizzazione | Favorevole | Contrario alle restrizioni | Favorevole |
| +Europa | Favorevole | Favorevole | Contraria alle restrizioni | Favorevole |
| Azione | In fase di elaborazione | Da definire | Posizione da distinguere dalla legalizzazione generale | Favorevole all’approccio scientifico |
| Italia Viva | Orientamento favorevole, meno formalizzato | Apertura | Variabile/meno definita | Favorevole |
| Forza Italia | Contraria alle proposte di legalizzazione esaminate | Contraria nelle principali iniziative parlamentari | Approccio restrittivo | Favorevole all’uso medico regolamentato |
| Lega | Contraria | Contraria | Approccio restrittivo | Uso medico regolamentato |
| Fratelli d’Italia | Contraria | Contraria | Approccio restrittivo | Uso medico regolamentato |
La tabella va letta come fotografia delle posizioni politiche documentate, non come una graduatoria: soprattutto per cannabis terapeutica, cannabis light e autocoltivazione, le categorie non sono sovrapponibili alla domanda generale sulla legalizzazione.
Il vero spartiacque: quale modello di regolamentazione?
Il dibattito italiano è quindi meno binario di quanto possa apparire.
La prima opzione è quella proibizionista, che mantiene il divieto della cannabis non medica e considera la prevenzione e il contrasto dello spaccio gli strumenti centrali.
Una seconda posizione punta alla depenalizzazione dell’uso personale e dell’autocoltivazione, senza necessariamente creare un mercato commerciale regolamentato.
Una terza propone la legalizzazione regolamentata, con limiti di età, quantità, coltivazione, produzione e vendita, sul modello dei sistemi adottati in alcuni Paesi esteri.
Una quarta impostazione inserisce la cannabis in una riforma più ampia delle politiche sulle droghe, spostando il baricentro dalla repressione alla salute pubblica, riduzione del danno e regolamentazione dei mercati.
Ed esiste infine un dossier distinto: quello della canapa industriale e della cannabis light, che non coincide con la legalizzazione della cannabis ad alto THC destinata all’uso ricreativo.
La questione resta aperta
Nel 2026, dunque, il Parlamento italiano non presenta un fronte politico omogeneo sulla cannabis. Il centrodestra mantiene una linea prevalentemente proibizionista sulla cannabis ricreativa, mentre nell’area progressista prevalgono posizioni favorevoli alla revisione dell’attuale sistema, seppure con differenze significative sulla forma concreta della riforma.
La novità più interessante degli ultimi anni è forse proprio questa: la discussione non riguarda più soltanto se legalizzare o non legalizzare. Riguarda quale mercato creare, quali consumi regolamentare, quale ruolo attribuire allo Stato, come proteggere i minori, come garantire l’accesso alla cannabis terapeutica e quale trattamento riservare alla filiera della canapa industriale.
Per il settore della cannabis, è probabilmente questo il terreno sul quale si giocherà il prossimo capitolo del confronto politico italiano.






