“Rifiuteremo di lavorare per aziende che inquinano”: la sfida degli studenti francesi

Sembrano tutti sordi ma il grido di allarme invece è forte e chiaro: stiamo distruggendo il nostro pianeta. Non ci sono più scuse, nessuno può dire che non sapeva e nessuno può sentirsi senza responsabilità. Per questo quando ci troviamo davanti ad iniziative di risveglio e ribellione non possiamo che tirare un sospiro di sollievo. E’ questo il caso degli studenti delle Grandes Ecole  (le università francesi) che si sono resi protagonisti di una presa di coscienza collettiva decidendo di non accettare di lavorare per imprese che inquinano e che, dunque, mettono a rischio il futuro di intere generazioni.

L’allarme lanciato nell’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) non poteva cadere nel vuoto. Il drammatico documento lo ha scritto nero su bianco: la temperatura media globale potrebbe raggiungere i +1,5 gradi centigradi già nel 2030 con conseguenze devastanti. Fare finta di niente non aiuterà.

L’iniziativa degli studenti francesi

Come racconta LifeGate, più di 18mila universitari hanno quindi firmato il “Manifesto studentesco per un risveglio ecologico”, nel quale chiedono un cambiamento profondo della società nella quale vivono. “Dobbiamo mettere in discussione -si legge nel documento- la nostra posizione privilegiata affinché il sistema possa cambiare”. “A che serve spostarsi in bicicletta se si lavora per un’impresa le cui attività contribuiscono ad accelerare i cambiamenti climatici o l’esaurimento delle risorse naturali?”, si chiedono gli studenti. Molto meglio rivolgersi esclusivamente “a datori di lavoro che si ritiene siano in linea con le nostre rivendicazioni”. Non un boicottaggio ma una presa di posizione netta.

Quella di rifiutare posti di lavoro presso aziende non in linea con le esigenze di lotta ai cambiamenti climatici non rappresenta la sola iniziativa ecologista attuata dagli studenti in Francia. Nello scorso mese di aprile, infatti, gli iscritti alla prestigiosa facoltà Science Po di Parigi avevano chiesto al loro ateneo di chiudere un partenariato con il colosso del petrolio Total. Ciò poiché le sue attività sono “in chiara contraddizione con la missione della nostra scuola”.

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