Quei meme sono un pugno nello stomaco

Non vi sarà sfuggita, nell’ultima settimana, l’invasione social della cosiddetta #10YearChallenge, la sfida a postare proprie foto del giorno d’oggi e confrontarle con quelle scattate dieci anni fa. In poche ore, la moda è esplosa in tutto il mondo, su Facebook, Instagram e Twitter, coinvolgendo personaggi più o meno famosi, aspiranti influencer, le solite starlette in cerca d’autore, ma anche milioni di persone comuni. Narcisismo e nostalgia, due regole che sui social funzionano sempre.

Come spesso succede, però, dentro queste pratiche il più delle volte evanescenti e fini a se stesse, succede che arriva qualcuno che prende le cose un po’ più sul serio, maledettamente sul serio.

E’ il caso delle centinaia, delle migliaia di foto che sono arrivate sulle bacheche come dei pugni dritti nello stomaco. Stiamo parlando delle foto che rappresentano plasticamente la violenza distruttrice a cui è sottoposto il nostro pianeta ormai da anni. Immagini che ci fanno vedere gli oceani invasi dalla plastica, le foreste deturpate, i ghiacciai che si riducono a dismisura, la siccità galoppante, parte del mondo animale che rischia di scomparire.

Un disastro causato dal riscaldamento globale e dalle cattive abitudini dell’essere umano, che dovrebbero risvegliare la coscienze di tutti noi. E invece, troppo spesso, tutto passa senza lasciare traccia. Ecco, noi, qualche traccia ve la vogliamo lasciare.

Buona visione, si fa per dire.

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The only #10YearChallenge we should be worried about

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