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Legalizzazione, depenalizzazione, proibizione: le proposte di legge sulla cannabis in Parlamento

Non si può certo dire che il dibattito sulla legalizzazione della cannabis, in Italia, sia al suo punto più alto. Se non siamo in un vicolo cieco, poco ci manca. A risvegliare parzialmente l’opinione pubblica dal torpore imposto dalle nostre istituzioni è stata sicuramente l’entrata in vigore, in Germania, della legge che liberalizza il possesso di piccole quantità di cannabis.

Come noto, nel dicembre scorso, con un flash mob davanti a Piazza Montecitorio, è stata lanciata una proposta di legge d’iniziativa popolare per la coltivazione domestica della Cannabis. L’Associazione Meglio Legale aveva portato avanti la raccolta firme con l’obiettivo di “riportare il tema in parlamento”, dove sono diverse le proposte di legge presentate negli anni, per non parlare del referendum per la legalizzazione della Cannabis depositato presso la Corte di Cassazione nel settembre 2021, dopo aver raccolto oltre 630.000 firme in poco più di un mese, e poi bocciato dalla Consulta.

Di seguito ecco alcune delle proposte legislative, che vanno dall’inasprimento delle pene anche per la cosiddetta Cannabis light, alla richiesta di depenalizzare o legalizzare il consumo della Cannabis, e attendono di essere esaminate da Camera e Senato.

Depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis

La proposta di legge a prima firma Riccardo Magi (+Europa), dal titolo ‘Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza’, è stata assegnata alla Commissione Giustizia della Camera oltre un anno fa, ma l’esame del testo non è ancora iniziato. Il provvedimento interviene sul testo unico, per consentire in modo simile alla normativa tedesca “la coltivazione di massimo quattro piante femmine di Cannabis idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e la detenzione del relativo prodotto per uso esclusivamente personale”. Inoltre la proposta di legge prevede una riduzione delle pene, introducendo una distinzione in base al tipo di sostanza, per i cosiddetti reati di “lieve entità” in materia.Gli stessi principi sono ripresi nella proposta di legge presentata lo scorso 19 marzo dalla capogruppo Avs alla Camera, Luana Zanella, dal titolo ‘Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di coltivazione, cessione e consumo della Cannabis e dei suoi derivati’.

Legalizzazione della cannabis

Due proposte di legge, presentate nel 2022 alla Camera (prima firma Riccardo Magi di +Europa) e al Senato (prima firma Cecilia D’Elia, Pd), puntano alla legalizzazione del consumo di Cannabis. Nel testo, ‘Disposizioni per la tutela della salute, per la regolamentazione del consumo, della produzione e del commercio della Cannabis e dei suoi derivati’, si chiede una riforma complessiva del testo unico sugli stupefacienti che preveda una deroga per la Cannabis. “L’articolo 1 della proposta di legge – si legge nel testo, assegnato alle commissioni competenti oltre un anno fa, ma del quale l’esame non è ancora iniziato – stabilisce le condizioni generali attraverso cui si ritiene possibile attuare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico a un impianto di tipo legale della distribuzione delle droghe cosiddette leggere. Si ritiene adeguata allo scopo una norma che consenta l’uso sia personale che commerciale della Cannabis e dei prodotti da essa derivati, in deroga alle disposizioni del testo unico”.

La scure proibizionista: proibire la cannabis light

Il disegno di legge di iniziativa del capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, punta a vietare vendita e consumo della cosiddetta ‘Cannabis light’. Il testo prevede delle “modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242, in materia di divieto dell’impiego di prodotti costituiti da infiorescenze di Cannabis, o contenenti tali infiorescenze” e “una serie di misure che convergono nel senso di sgombrare il campo da ogni reale o presunta lacuna normativa, escludendo in modo inequivocabile la vendita al pubblico della cosiddetta Cannabis light per finalità ricreative”.

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