Cannabis, che cosa deve decidere la Cassazione il 30 maggio prossimo?

Siamo ad un bivio. Per questo la data del 30 maggio 2019 è così importante. A fine mese sapremo se i negozi di cannabis light, tantissimi in tutte le città italiane, sono illegali o no. Una risposta ad una domanda che in molti si stanno facendo, soprattutto quelli che hanno subito un sequestro, nonostante abbiano rispettato la legge.
E così, saranno le Sezioni unite penali della Suprema Corte di Cassazione a dirimere il contrasto di giurisprudenza sorto dopo che due diverse sezioni si erano espresse in modo opposto: per la Sesta il commercio della cosiddetta cannabis light è lecito, per la Quarta (intervenuta successivamente) non lo è. Chi la spunterà: il buon senso o il cieco proibizionismo?

Di cosa stiamo parlando?

Di un vuoto normativo che crea confusione e che ha bisogno di un risposta univoca e celere. La legge 242 del 2016 del Ministero delle politiche agricole e forestali -destinata dunque al settore agricolo- ha regolamentato la coltivazione di canapa. In questa legge si fa riferimento anche ai parametri da rispettare per quanto riguarda il contenuto di THC, principio attivo che può essere presente in percentuali comprese tra lo 0,2 e 0,6%. Di infiorescenze però non si parla e questo ha generato una vaghezza normativa che ha costituito terreno fertile per la nascita dei cannabis shop. E’ possibile vendere cannabis light in questi negozi? La cannabis deve rispettare i parametri indicati per il settore agricolo o deve avere altri parametri? Tutte domande a cui la politica non ha saputo – o non ha volto- dare risposta. Ma il problema c’è e riguarda un giro di affari stimato in 50milioni annui. Un business che crea lavoro e dà opportunità a tantissimi giovani, contrastando anche le mafie e il mercato nero della droga (garantendo poi un prodotto certificato e di qualità).

Gli occhi sono tutti puntati sulla decisione della Corte di Cassazione che prenderà posizione sulla liceità o meno del mercato dell’infiorescenza di canapa. Se sarà favorevole, come tutti noi ci auguriamo, porrà lei stessa i limiti o le regole di questa nuova economia. Altrimenti manderemo in fumo lavoro, opportunità e soldi: ci conviene davvero?

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