La forza della ragione

C’è una sottile linea verde che unisce tutto ciò che trattiamo nella nostra rivista. Una linea verde che parte dalla canapa, passa per i temi ambientali, arriva al biologico e agli stili di vita sostenibili. Una linea verde che rappresenta per noi una sfida, anzi, la sfida, una scommessa ben precisa.

Questa sfida, nel giro di pochi mesi, è diventata (finalmente) una partita globale. Grazie allo straordinario impegno di Greta Thumberg, all’impatto mediatico dei suoi “scioperi per il clima” e al seguito che sono riusciti a raccogliere in tutto il mondo, le questioni legate al clima, alla difesa del pianeta, al riscaldamento globale, non sono più temi di una nicchia politicizzata di “radical chic” (termine odioso quanto abusato dai nostri politici), ma priorità da affrontare con determinazione, nel più breve tempo possibile.

Avevamo ragione, dunque, a ritenere questo ambito di lavoro tutt’altro che marginale. E ha ragione chi lo considera una questione non più rinviabile. Non ha ragione chi ancora ironizza su Greta, sui ragazzi in marcia per il clima. Chi fa questo gioco non ha capito nulla di ciò che sta succedendo. E l’hanno capito ancora meno tutti quei “cervelloni” che si sforzano di negare l’innegabile. La forza della ragione si scontra così con le stregonerie negazioniste, ideologiche, quelle sì politicizzate.

Su questo filone abbiamo deciso di costruire la nostra iniziativa editoriale: la scienza contro l’ideologia, i fatti contro le chiacchiere, la ragione contro il nulla cosmico del pressappochismo propagandistico. Vale per l’ambiente, ma vale anche per la canapa. Un connubio indissolubile se è vero – come dimostriamo in questo lungo articolo – che la nostra pianta è un vero e proprio “campione” di sostenibilità, grazie alle svariate applicazioni pratiche in cui può essere utilizzata, dall’agricoltura alla bioedilizia, dall’energia agli alimenti, dal tessile al cosmetico.

Le stesse argomentazioni le applichiamo alla grande tematica legata alla legalizzazione della cannabis, che è e resta per noi una priorità. Anche qui ci sono in gioco troppe questioni vitali: i diritti dell’individuo, la lotta alla criminalità organizzata, lo sviluppo economico, la garanzia di avere prodotti di qualità. Il mondo sta andando in una direzione ben precisa, crediamo sia solo una questione di tempo, anche per l’Italia, nonostante i rigurgiti probizionisti vogliano farci prendere la rotta opposta.

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