Ambiente, canapa e cultura: ora la politica faccia vedere (davvero) queste novità

Ci siamo davvero liberati di Matteo Salvini? Difficile a dirsi. Le incognite con le quali nasce (se nascerà) questo governo giallo-rosso (no, tranquilli, la Roma non c’entra nulla) sono enormi e le possibilità di un fallimento sono tutte dietro l’angolo. Inutile dire che se ciò avvenisse, il rischio di rivedere spuntare dalla finestra il “truce” (ex) ministro dell’Interno sarebbe intatto, forse ancora più alto di quello che avrebbero comportato le elezioni anticipate.

Ma se questo nuovo esecutivo nascerà – non solo contro la delirante deriva di chi dalla spiaggia del Papeete chiedeva “pieni poteri”, ma anche per fare qualcosa di utile per gli italiani – allora dovrà dare subito segnali concreti e tangibili, che gli elettori possano percepire come migliorativi per loro stessi e per la società italiana.

Le priorità sono tantissime e la situazione economica – anche dopo la devastante “cura” pentaleghista – è a dir poco complicata. Bisogna disinnescare l’aumento dell’Iva, ridare impulso alla crescita e agli investimenti, far ripartire lavoro e impresa, alleggerire la pressione fiscale, intervenire su sanità e welfare, neutralizzare le centinaia di crisi aziendali aperte. Insomma, un’opera titanica, in cui l’Italia avrà bisogno del decisivo aiuto dell’Europa.

Noi nel nostro piccolo, ci permettiamo di consigliare ai nuovi governanti di puntare su tre concetti, che poi sono le idee base del nostro impegno editoriale. Ambiente, cultura e, ovviamente, canapa.

Al primo posto delle priorità del governo deve esserci, finalmente, la svolta green del Paese. L’Italia ha tutto per essere capofila in Europa e nel mondo da questo punto di vista. Energie rinnovabili, mobilità sostenibile, economia circolare, consumo consapevole, lotta al cambiamento climatico: sono tutti concetti che devono essere declinati al meglio e che consentirebbero non solo di migliorare le condizioni ambientali, ma anche di creare crescita e lavoro. E di archiviare, una volta per tutte, la folle stagione del negazionismo.

Secondo, la cultura. Sì, la cultura. Quella parola che nel periodo del salvinismo sembrava essere diventata una bestemmia. Quella parola, che per l’Italia significa storia, tradizione, arte, gastronomia, deve tornare a vivere e deve trasformarsi in occasione di innovazione, di sviluppo economico e sociale. Rimettere al centro la scuola, la formazione, l’educazione, in un momento storico in cui sembrano essere diventati concetti obsoleti, ma che invece costituiscono la base su cui costruire una convivenza civile e proficua.

E poi canapa. In poco più di un anno al governo, Salvini – mentre sosrseggiava cocktail in spiaggia – ha iniziato e condotto una guerra senza quartiere contro questa pianta. Una decisione folle e delirante, ideologica, retrograda, fuori tempo e fuori contesto, che ha rischiato di mettere in ginocchio un settore in piena crescita.

Da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico ci attendiamo un segnale chiaro e immediato. Stop alla caccia alle streghe sulla cannabis light; si metta mano alla legge 242 del 2016 e si regoli la commercializzazione dei derivati; si riprendano e si discutano subito le proposte di legge sulla liberalizzazione e la legalizzazione della cannabis. Se davvero c’è la volontà, questo è il momento, non ci sono alibi.

Alla propaganda da quattro soldi si torni ad anteporre la politica del buonsenso. Si guardino gli esempi di chi ha seguito questa strada nel mondo. Legalizzazione vuol dire contrasto alla criminalità organizzata, vuol dire più sicurezza per tutti, vuol dire incassi per lo Stato e creazione di nuovi posti di lavoro. Vuol dire far uscire il Paese dal Medioevo dell’ignoranza e portarlo nella modernità della ragione.

Coraggio, fatecele vedere queste novità.

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