Agricoltura aeroponica: ecco una tecnologia “spaziale” che rivoluzionerà i nostri stili di vita

Il surriscaldamento globale e l’inquinamento sempre più diffuso, la costante deforestazione e l’aumento demografico in luoghi dove la desertificazione continua a impoverire intere popolazioni costringendole a spostarsi in cerca di acqua e cibo (nei prossimi 30 anni è previsto l’aumento di più del doppio dei popoli africani), rappresentano fenomeni ineludibili con cui oggi confrontarci per uno sviluppo sostenibile. 

Si rende necessario, pertanto, adoperarsi per trovare soluzioni innovative per fronteggiare adeguatamente questi mutamenti ambientali e sociali, “non potendo risolvere un problema con gli stessi schemi che l’hanno prodotto” (Einstein). 

Molte aziende e start up, anche in Italia stanno ingegnerizzando una rivoluzionaria innovazione di processo nell’agricoltura, prendendo in prestito una tecnologia creata per la vita nello spazio. Immaginate di voler gustare un’insalata fresca, appena raccolta in una navicella spaziale: non basterebbero i super veloci servizi dei portali dello shopping online per soddisfare tali appetiti e l’unica soluzione sarebbe quella di coltivare le insalatine e le verdure direttamente nella navicella spaziale, con pochissima acqua, senza terra e in un ambiente asettico e con pochissimo spazio vitale: questo sarà lo scenario che dovranno affrontare le generazioni future. 

La tecnologia di coltivazione aeroponica, così come tutto il settore della coltivazione verticale indoor, sta vivendo un enorme fermento in tutto il globo, con un mercato in costante aumento che spazia dai pomodori, alle zucchine, fragole, insalate e piante officinali, cannabis inclusa. La “mission” di questi nuovi imprenditori agricoli 4.0, sempre più attenti ai bisogni dei consumatori finali, focalizzati sui valori di sostenibilità ambientale, sicurezza e salubrità alimentare, stanno mutando il pensare e l’agire collettivo. 

Notevoli sono le aziende che stanno mettendo a punto sistemi e brevetti in questo campo, proprio come i fondatori di Edo Radici Felici Srl che abbiamo scelto di visitare per comprendere meglio questo innovativo sistema di coltivazione, selezionati per il processo molto lungo di validazione e ricerca condotto con il dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari  e Agro-Ambientali dell’Università di Pisa (DiSAAA-a).

Entriamo nello specifico: Si tratta di una tecnica di coltivazione di specie ortive a radice libera, fuori suolo senza substrato, in ambiente protetto e controllato: l’apporto idrico e minerale alla coltura avviene tramite una soluzione nutritiva completa di macro e micro nutrienti, nebulizzata direttamente sull’apparato radicale. La soluzione non assorbita dalla pianta viene recuperata grazie ad un impianto a ciclo chiuso, analizzata, sterilizzata, integrata dei minerali già assorbiti e rimessa in circolo per un nuovo ciclo di irrigazione. L’assenza di terreno permette di ridurre l’esposizione delle piante ad agenti infestanti e patogeni.

La value proposition del sistema sono quattro:  

´  Rispetto del Pianeta e dei suoi  equilibri, risparmiando acqua, eliminando l’uso di pesticidi e diserbanti, aumentando la sicurezza alimentare e la tracciabilità dei prodotti, riducendo emissioni serra.

´  Uso di un processo produttivo ecosostenibile che migliora sistemi esistenti di coltivazione fuori suolo superandone i limiti, adeguando le funzionalità, rendendoli più rispondenti alle esigenze dei produttori.

´  Sistema versatile, componibile, tailor made, che rispecchia gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030: massimizza l’efficienza, limita al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, limita gli scarti, riutilizza e ricicla.

´  Valorizza il ruolo strategico sociale, ambientale e territoriale dell’imprenditore agricolo che applica le best practices industriali, consapevole dei megatrend  che stanno modificando l’assetto della vita sul Pianeta: demografia, ambiente, tecnologia ed etica.

Quindi questo sistema è in grado di produrre di più, in meno spazio, con pochissima acqua, prodotti con qualità migliore e più sani. Non solo: consente di recuperare aree industriali dismesse e di impiegare negli impianti anche persone con disabilità motorie. Il fatto che la coltivazione avvenga in un ambiente costantemente controllato, attraverso sofisticati software, in ambiente quasi asettico, permette di stabilizzare i principi attivi presenti nelle piante officinali, come la Cannabis, con percentuali bassissime di errore, non paragonabili con le coltivazioni a terra. Prodotti che possono quindi essere interessanti anche al settore farmaceutico.

Chi volesse visitare gli stabilimenti della Edo Radici Felici per approfondire la tecnica può inviare una mail a: f.trocino@edoradicifelici.it.

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