La coltivazione della cannabis come occasione di riscatto sociale

In Provincia di Torino esiste una realtà della galassia associativa del mondo di Libera che ha scelto di promuovere la coltivazione della Cannabis Light come attività di promozione sociale e di riscatto individuale: parliamo dell’azienda agricola Blu Bit.

Blu Bit nasce dall’unione di due esperienze molto conosciute sul territorio torinese, soprattutto tra i più giovani: l’Associazione ACMOS, che si occupa di cittadinanza attiva e dalla Fondazione Benvenuti in Italia. Abbiamo chiesto al chiesto al Presidente di Acmos, Diego Montemagno di raccontarci questo progetto.

Cos’è Blu Bit?

“Blu Bit è un’azienda agricola, ma questa definizione è del tutto riduttiva del significato che abbiamo voluto dare alla nostra iniziativa, in continuo divenire. Uso la prima persona plurale ‘noi’ perché dà il senso di un movimento che ha voluto trovare un mezzo pratico e lungimirante per dare vita ad alcune priorità che riteniamo essenziali per costruire quel mondo “più lento, più profondo e più dolce” che, parafrasando le parole di Alexander Langer, ci impegniamo quotidianamente a costruire attraverso le nostre organizzazioni. Il nostro percorso arriva da lontano: sono anni che ci occupiamo di sostenibilità ambientale e di produzione agricola, così abbiamo ritenuto di unire le nostre molteplici attività sotto un unico soggetto, appunto, Blu Bit. La nostra prima produzione agricola è stata la Cannabis light, coltivata outdoor in pieno campo, ricca di CBD e terpeni, raccolta e lavorate a mano in Italia, con essiccazione lenta in ambiente controllato.

Coltiviamo, inoltre, Nocciole Piemonte IGP – sgusciate e calibrate. I nostri noccioli si trovano in Cascina Carla e Bruno Caccia, bene confiscato alla ‘ndrangheta a San Sebastiano da Po (TO).

Scegliere di coltivare cannabis legale ha un significato pienamente politico: vogliamo contribuire a innescare un dibattito serio e senza ipocrisie sulla legalizzazione della cannabis in Italia, significato che si aggiunge a quelli che ci hanno spinto alla creazione stessa di Blu Bit.

Con la nostra azienda agricola vogliamo generare occasioni di lavoro in agricoltura, per tutte le fasce di popolazione che normalmente hanno difficoltà a trovarne uno, come le donne, i giovani, i migranti, le persone diversamente abili o ex detenuti. Perché il contatto con la terra sia liberante ed emancipante. Una possibilità che troppo spesso è negata nelle nostre campagne.

Consci che i progetti sociali e politici portati avanti da ACMOS e dalla Fondazione Benvenuti In Italia necessitano di coperture economiche, abbiamo capito è più bello poter finanziare queste iniziative grazie all’autoproduzione e al contributo del collettivo che le anima. Una scelta difficile, che ci permette di essere sempre più liberi prendere le iniziative che riteniamo, senza sottostare ad alcun compromesso.

Infine abbiamo capito che non ci sarà alcuna speranza di un futuro migliore, se non sarà risolta la grave crisi ambientale (e sociale) che stiamo vivendo. Nessuno può sentirsi esente dal fare la propria parte per salvaguardare un pianeta, la nostra Terra, che è l’unico che abbiamo a disposizione. I governi locali, nazionali e sovranazionali hanno il dovere di restituire un pianeta sano alle prossime generazioni, lo stesso vale per ogni cittadino. Tramite Blu Bit abbiamo deciso di partire dall’educazione dei più giovani, recuperando un contatto con la terra troppo spesso perso nella nostra società e cercando di seminare la cultura del rispetto per l’ambiente.

Questa è la nostra storia che non si esaurisce in queste poche righe, una storia che continueremo a scrivere grazie all’aiuto di tutti.”

Bene allora non ci resta che seguire questo bel progetto sul https://blubit.org/ e fargli un grosso bocca al lupo!

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*