Questo è il modo di fare giornalismo in Italia, una vergogna

Succede una disgrazia: una di quelle cose che non vorresti mai leggere. Un padre che, nel sonno, schiaccia il proprio piccolo, di soli quattro mesi.

Succede che uno dei più seguiti quotidiani online in Italia – al secolo TPI – prenda questa notizia dal solito circuito generatore di news, uguale in tutto il mondo, e trovi la geniale correlazione: il problema del pover uomo in questione sarebbe quello di essersi fatto una canna prima di andare a letto, anzi “uno spinello”, che fa molto più Medioevo.

Nell’articolo c’è scritto che l’uomo è “un consumatore abituale di cannabis”. Quindi, seguendo il ragionamento, ogni notte avrebbe rischiato di tramutarsi nel killer involontario di suo figlio. E come lui gli altri milioni di “consumatori abituali di cannabis” nel mondo.

Ma vi rendete conto delle bestialità che scrivete? Vi rendete conto che non esistono solo i clic nella vita? The Post Internazionale, questo il nome originale e ormai dimenticato di TPI, era un blog interessante, giovane, differente, quando è nato.

Ora che è diventato un sito come tutti gli altri, che ha come unico obiettivo attrarre badilate di utenti-automi grazie ai quali vendere pubblicità, si è piegato alle logiche classiche della generazione di notizie a effetto: titoli sensazionalistici, velocità a danno dell’approfondimento, verifica ballerina delle fonti.

Poi non sorprendiamoci se noi italiani siamo diventati il popolo più ignorante d’Europa.

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