Arriva la sentenza della Corte di giustizia europea sul CBD. Un atto che fa ben sperare

Arriva la sentenza sul cosiddetto caso Kanavape tanto attesa dall’industria europea del CBD. Si tratta della decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea basata su un caso originato in Francia, arrivata questa mattina. In pratica la Corte sostiene che il CBD non può essere considerato narcotico e che i prodotti CBD dovrebbero godere della stessa libera circolazione di merci tra e tra gli Stati membri degli altri prodotti legali. 

In particolare, la Corte ha stabilito che:

  • L’estratto di fiori non è considerato narcotico nella Convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961.
  • Uno stato membro non può vietare la commercializzazione del CBD legalmente prodotto in un altro stato membro (passaggio fondamentale) quando viene estratto dalla pianta di cannabis sativa compresi i fiori.
  • La Francia deve fornire prove scientifiche dei pericoli del CBD se sceglie di mantenere in vigore il suo attuale divieto di commercializzazione di prodotti a base di CBD.

Il caso era scaturito da un appello di due persone che erano state arrestate per aver venduto prodotti da svapo CBD, realizzati nella Repubblica Ceca ma offerti sul mercato francese.

Una sentenza che fa ben sperare e che potrebbe avere un impatto importante su un altro passaggio importante dell’Unione europea, che entro la fine dell’anno dovrebbe emettere un giudizio definitivo. La Commissione ad agosto aveva infatti emesso una sorprendente conclusione preliminare secondo cui gli estratti naturali di canapa non medicinali a base di fiori di canapa – spesso presenti negli alimenti di canapa, negli integratori alimentari e nei cosmetici – dovrebbero essere considerati narcotici nell’UE. E chissà se questa sentenza di oggi della Corte di giustizia cambierà le carte sul tavolo dei decisori. Staremo a vedere.

Leggi qui il comunicato stampa ufficiale della Corte di Giustizia dell’UE 

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