Legalizzare tutto! Il 2020 è stato un anno di svolta. E il futuro?

Se il 2020 verrà ricordato come uno degli anni peggiori nella storia recente del mondo, sono molti gli indicatori che fanno pensare potrebbe essere invece considerato come una delle chiavi di volta per quello che riguarda l’approccio alle politiche sulle droghe. È sempre più evidente infatti come il proibizionismo abbia fallito nel suo intento strategico di controllo e repressione dei fenomeni del consumo e dello spaccio illegale di sostanze stupefacenti e sono molte le ricerche scientifiche, le relazioni governative ed i documenti redatti dalle associazioni di settore che lo dimostrano. Sulla scia di questa rinnovata consapevolezza internazionale sono molti i segnali di cambiamento che sono arrivati durante l’anno.

Poche settimane fa la Commissione delle Nazioni Unite sugli stupefacenti ha votato a favore dell’eliminazione della cannabis dalla Tabella IV della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, recependo finalmente una serie di raccomandazioni proposte dall’Organizzazione mondiale della sanità. Questo riconoscimento certifica le proprietà medicinali della marijuana spianando la strada a tutte le istanze internazionali di legalizzazione a scopo terapeutico.

Durante le elezioni presidenziali che hanno visto Joe Biden venire eletto al posto dell’ultra proibizionista Donald Trump, gli Americani si sono espressi grazie ad una lunga serie di referendum che hanno visto molti altri stati a stelle e strisce normare la coltivazione e la vendita di cannabis, riformare i loro ordinamenti su droghe, depenalizzando il consumo ed il possesso di tutte le sostanze stupefacenti, come in Oregon, e persino consentire l’utilizzo di sostanze psicotrope come la psilocibina a scopo terapeutico. In Colombia, sede principale della produzione di cocaina e Paese brutalizzato dalle ingerenze del potente narcotraffico locale, è iniziata la discussione di un progetto di legge per regolare la coltivazione e legalizzare la vendita della foglia di coca dei suoi derivati.

Sembra quindi davvero spirare un vento nuovo sulle droghe, che incoraggia il fronte di chi ritiene la repressione della produzione e del consumo l’unica risposta possibile pare finalmente vacillare.

In questo contesto un altro capitolo importante del cambio di paradigma appena descritto è la pubblicazione del volume “How to regulate stimulants” da parte della Transform Drug Policies Foundation, una delle associazioni di settore più autorevoli al mondo e consulente speciale non governativo delle Nazioni Unite.

Uno dei problemi nel proporre un concreto progetto di depenalizzazione e regolamentazione di tutte le sostanze stupefacenti è che non esiste un modello al quale fare riferimento dato che nessun governo ha mai esplorato questa possibilità. In Italia, ad esempio, quando negli anni ‘80 Marco Pannella e i Radicali parlavano pubblicamente di cocaina ed eroina legali come contrasto alle mafie e come soluzione all’escalation di overdose da oppiacei che stavano flagellando il Paese, lo facevano ponendo un principio libertario al centro della gestione di un fenomeno sociale e di una facoltà umana, ma senza declinare nel dettaglio il modello di produzione o di distribuzione.

È in questa ottica che la pubblicazione della Transform è assolutamente rivoluzionaria. Il testo raccoglie tutte le più autorevoli ricerche scientifiche, analizza laicamente e sulla base di dati oggettivi, gli effetti che le droghe hanno sull’organismo ed il reale impatto sociale del loro consumo. Sulla base di questi dati propone diversi modelli di legalizzazione per cocaina, MDMA, ecstasy e per le anfetamine. Il buonsenso, la precisione nel dettaglio, le solide basi scientifiche sulle quali poggiano le oltre 300 pagine del libro, lo rendono un testo fondamentale per la pianificazione delle nuove politiche antiproibizioniste ed un faro di speranza per tutti coloro che puntano ad una ampia riforma del rapporto tra sostanze ed istituzioni.


Chiunque voglia conoscere nel dettaglio il contenuto di “How to regulate stimulants” può ascoltare l’episodio numero 37 del podcast antiproibizionista Stupefatti dal titolo “Tutto legale”, disponibile gratuitamente su Spotify, Apple podcast, Google podcasts e YouTube.

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