Canapa e agricoltura: la resilienza verde!

Nei giorni scorsi si è svolto un confronto online propedeutico al tanto atteso avvio del tavolo tecnico al Mipaaf, che finalmente è stato convocato con un primo incontro per il 4 Febbraio.

L’incontro è stato fortemente voluto da Canapa Sativa Italia e Sardinia Cannabis, con l’ausilio di LaCanapaCiUnisce, che così hanno anticipato, argomentato e ampliato la base del confronto con le istituzioni, includendo realtà note nella ricerca e nella rappresentanza dell’eccellenza nella produzione di canapa in Italia. Chiara Lo Cascio, imprenditrice e direttore comunicazioni CSI, e Piero Manzanares, presidente Sardinia Cannabis, hanno mediato interventi di operatori, associazioni di categoria ed esperti del settore.

La resilienza parte dalla passione

L’approccio è innovativo e genuino, i relatori sono estimatori della pianta e stimati professionisti, consapevoli perle per l’uditorio, che ha incluso rappresentanti politici, parlamentari e tecnici di filiera. La trasparenza con cui sono stati presentati i molteplici aspetti esposti, prescinde dal Mipaaf, è la base per creare un reale confronto dalle parti che superi il limite elettivo dei partecipanti al tavolo tecnico.

Suggerimenti per lo sviluppo delle filiere, di impianti di trasformazione e la ricerca.

Lorenza Romanese, direttrice generale EIHA, e Francesco Mirizzi hanno approfondito la panoramica europea che risulta più rigida nei limiti rispetto ad altre parti del mondo che incentivano la produzione di canapa e si muovono verso la legalizzazione. L’Italia sembra essere ancor più limitante del resto d’Europa. Come si può auspicare un rapido progresso industriale? L’EIHA propone un consorzio, sulla base del CBD catalogato ultimamente tra i novel foods in EU, nonché ingrediente cosmetico secondo l’aggiornamento COSING sul CBD naturale ottenuto da estrazione.

Quali e quanti scopi applicabili?

Il fiore, parte nobile della pianta, custodisce i cannabinoidi ed è la materia prima per le applicazioni cosmetiche e alimentari, oltre alla redditività dell’infiorescenza essiccata, prodotto da collezione.

Questo implica le problematiche annesse alla presenza dei cannabinoidi nei vari settori di applicazione industriale.

Il Dott. Alfonso Gallo, responsabile scientifico di REICA, Centro Studi sui Cannabinoidi dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, sottolinea la necessità di utilizzare più dati scientifici ed empirici possibili per la determinazione di questi limiti. In tal senso l’ISZM, anche in collaborazione con Canapa Sativa Italia e altre realtà produttive, sta lavorando a molti progetti fondamentali per lo sviluppo della filiera: come linee guida per le ffoo e studi agronomici specifici.

Il paradosso del fiore di cannabis!

Sembrano concordare tutti, incluso il prof. Giuseppe Cannazza, ricercatore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena (UNIMO), sull’irrazionalità di escludere il fiore dalla lavorazione, come se la pianta fosse composta solamente da fibra e seme. Escludere l’infiorescenza limiterebbe la canapa industriale ad un mercato estremamente ristretto e, a mio avviso, poco fruttuoso per i coltivatori perché il suo impiego (relativo al consumo umano) potrebbe essere solo quello in ambito farmaceutico.” denuncia Cannazza. “Se non si chiarisce che non si tratta di una sostanza stupefacente, ritengo inutile parlare del suo impiego in campo alimentare, cosmetico, prodotto da fumo e tecnico.”

Hanno preso parte al confronto anche Fippo (Federazione Italiana Piante Officinali), resilienza Italia Onlus, Sativa Molise, Giacomo Patteri, agronomo, esperto di canapa e ricercatore presso il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, Rachele Invernizzi – South Hemp Tecno srl, Valerio Zucchini in qualità di Portatore di interesse al Mipaaf, Valentina Capone – Canapa del Sud, e operatori del settore.

Conclusioni

Leonardo Brunzini (Pikkanapa, Produttore, organizzatore di conferenze divulgative) conclude riportando alla memoria che ottanta anni di proibizionismo hanno segnato l’opinione pubblica in modo molto più incisivo di come lo percepiamo all’interno del settore, c’è dunque bisogno di portare all’attenzione del prossimo gli impieghi che della canapa fanno tutt’oggi la storia e la quotidianità.

Attendiamo, dunque, l’inizio dei lavori del tavolo tecnico consapevoli che il dèmos ha un nuovo strumento per far valere le ragioni empiriche della pragmaticità, il kràtos delle associazioni di categoria.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*