Formare secondo Scienza. Secondo incontro tra tecnici propedeutico al tavolo tecnico sulla filiera della canapa

Fiori di cannabis light: destinazioni d’uso al consumo; i problemi attuali, le azioni per risolverli e le prospettive future. Questo l’argomento portante dell’incontro del 17 marzo organizzato da: Canapa Sativa Italia, Sardinia Cannabis e La Canapa Ci Unisce, tre delle associazioni di categoria del comparto “cannabis light” italiano presenti al tavolo tecnico, avviato lo scorso 4 febbraio.

Come a scuola, divisi per gruppi di lavoro, le associazioni elette dagli operatori del settore, si impegnano nella ricerca costante di una linea guida condivisa, destreggiandosi tra cambi di governo, dimissioni di politici dai partiti e minacce dai poteri forti.

Mattia Cusani, portavoce di Canapa Sativa Italia, ha motivato questo incontro dicendo “dobbiamo riuscire a considerare le idee e il contributo di tutti i professionisti e gli operatori del settore, la canapa industriale potrebbe offrire risvolti incredibili per l’economia. Abbiamo assistito nelle normative di paesi di tutto il mondo ad enormi cambiamenti e l’Europa è pronta. È molto importante utilizzare quelle esperienze per evitare gli errori del passato”

 Il primo Zoom è stato più divulgativo, al contrario questo è stato prettamente tecnico. I curricula dei relatori sono straordinari ed è solo grazie alla tenacia dell’organizzazione che tutto ciò è stato possibile.

Pietro Manzanares, presidente di ass. Sardinia Cannabis, si dice soddisfatto – “come associazione siamo contenti di aver coinvolto una così ampia platea di professionisti del settore, vedo nelle persone più consapevolezza”.

 Il video integrale della riunione è disponibile su YouTube (LINK), è consigliato vederlo, magari anche in più volte e prendendo appunti, perché pregno di dati e contenuti, come mai si è visto in questo settore, spesso contaminato da figure prevaricatorie.

Emanuela Nurzia, Presidente di La Canapa Ci Unisce, commenta invece così: “È stato uno zoom veramente interessante, che ha toccato argomenti penso tra i più dibattuti in assoluto relativamente alle criticità principali del settore. Più punti di vista rispetto a un medesimo problema. La riunione ha evidenziato un diverso approccio dei relatori rispetto alle possibili soluzioni o a come affrontare punti fondamentali. Spero che questo incontro serva innanzitutto a far capire che solo l’unione, lo scambio, la collaborazione e la condivisione possono portare il settore a una evoluzione positiva. Anche per i lavori del tavolo sarà importante fare tesoro di quanto è stato detto.

Le destinazioni d’uso al consumo del fiore di cannabis light: problematica attuale che necessita di azioni risolutive e di un riconoscimento ufficiale nelle prospettive future. Alimentare? Succedaneo? Officinale? Florovivaismo?
Il primo obiettivo di questi incontri è appunto la raccolta di competenze complementari dopo il caos normativo dato dalla lg. 242/16 in assenza di destinazione d’uso per il fiore, dato che le lacune informative sulla canapa tra gli organi istituzionali in Italia sono molte. Una prima osservazione sull’incontro è l’emergere di un’antitesi anacronistica con il resto d’Europa, ove le singole nazioni e l’UE stessa sono esempi di soluzioni normative, avendo attuato piani di ricerca, regolamentazione e rientro dell’investimento sulla filiera canapa, comprendendo il guadagno che ci sarebbe in termini di PIL e la forza lavoro.

L’instabilità legislativa tra lg la legge nr. 242/16 e il dpr. 309/90 è solo la punta dell’iceberg rispetto a sentenze di cassazione e circolari ministeriali – un giungla normativa assurda.

Mattia Cusani, concorda: “E’ stato un confronto eterogeneo. Si sono affrontati molti punti critici e quello era l’obiettivo. Il mercato della canapa industriale è molto ampio ma le reali criticità che dovranno essere risolte per dare una direzione alla normativa, immaginando le possibili risoluzioni e per ciascuna. durante l’incontro è stata approfondita ogni sfaccettatura, dai controlli alle destinazioni d’uso”

Formare secondo Scienza

Punto principale dell’incontro: dare una categoria commerciale al fiore.

Se da una parte il fiore di canapa è da vedere tecnicamente come la melissa, come una tisana e a livello europeo ci ricorda l’avvocato Dongo come sia visto tale, dall’altra parte si palesa come possibile condanna quella di rientrare a tutti gli effetti e quindi con distribuzione controllata tra i surrogati del tabacco. L’esperienza delle sigarette elettroniche ampiamente riportata dai Francesco Bagni rappresentante di categoria per i rivenditori di sigarette elettroniche, da pochi anni sotto gestione aams, spiega i timori di piccoli produttori ed eccellenze italiane.

Suggerisco la visione a fine incontro dell’interessante dibattito tra i Pietro Paolo Crocetta e Vito Cannillo tra produzioni di grado farmaceutico e alimentare dove emerge come la Canapa possa essere sia alimento, sia farmaco, sia fibra, sia -appunto- una pianta.

Il punto di vista nostrano, una tradizione portata avanti da 6’000 ettari coltivati nel 2019 grazie a preesistenze storiche e tenacia individuale, si contrappone alla visione internazionale e relega il produttore allo stereotipo contadino dell’agricoltore medio che ringrazia per la bonifica e non valuta il mercato oltre confine.

“Si devono raggiungere obiettivi condivisi con la maggior parte degli attori della filiera. E’ essenziale investire in ricerche che supportano le nostre proposte. Solo con l’aiuto di tutti possiamo arrivare ad ottenerle.” – ha affermato Manzanares, anticipando – “Invito tutti a partecipare al prossimo incontro che riguarderà l’estrazione.”

L’associazionismo implica l’unione di persone con interessi comuni, per cui la partecipazione attiva è attuabile collaborando con queste realtà. Per maggiori informazioni

www.canapasativaitalia.org

www.lacanapaciunisce.org

www.sardiniacannabis.com

 

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