No ai cocktail di oppiacei e psicofarmaci, sì alla cannabis: la battaglia dei veterani Usa

I veterani chiedono la cannabis medica come alternativa di cura ai “cocktail” di farmaci

Negli Stati Uniti ci sono diverse categorie sociali che si battono per l’accesso alla cannabis medica come libertà di scelta di cura: tra questi, uno dei più interessanti, è il movimento dei veterani: Veterans Cannabis Project.

Onora gli eroi della nostra nazione. Salva vite di veterani. Unisciti alla lotta per l’accesso alla cannabis dei veterani”, si legge sul sito dell’associazione.

Il Veterans Cannabis Project è nato nel settembre 2017, da un’idea di Nick Etten, ed ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei veterani militari statunitensi dando loro l’opportunità di accesso alla cannabis medica.

Le patologie che affliggono questi patrioti sono molteplici: dal dolore cronico alle sindromi da shock post traumatico. Di qui le loro richieste: parità di diritto sulla prescrivibilità della cannabis come terapia alternativa a oppiacei e psicofarmaci. Il VCS, in questo senso, si occupa anche di comunicazione: con la politica e con il pubblico, per raccogliere adesioni e diffondere informazioni sulla cannabis come “trattamento salvavita” per la salute, per eliminare lo stigma.

Gli aderenti sono presenti in tutti gli Stati Uniti per portare contatti e risorse ad altri veterani che hanno bisogno di comprendere il valore della cannabis medica e conoscere i loro diritti. Nuovi cittadini arruolati nel cambiamento per incoraggiare la classe politica.

Non ultimo, c’è l’obiettivo di creare una comunità informata che possa trasmettere consapevolezza e quindi sanare l’approccio corrotto dello stato alla cannabis, in un luogo sicuro per i veterani, tutelato dall’assistenza legale del VCP.

VCP Heal, infine, si preoccupa di sostenere la ricerca scientifica in campo medico, dando forza a quegli studi che legittimano la cannabis come alternativa più sicura ai trattamenti tradizionali, egualmente legali, ma spesso inefficaci e dannosi.

Nel frattempo a Washington D.C. si discute il cambiamento a favore dei combattenti per la patria con diversi progetti di legge.

Nel 116 ° Congresso sono stati introdotte diverse riforme tra cui il  VA Medicinal Cannabis Research Act del 2018 (HR 5520), il  Veterans Medical Marijuana Safe Harbor Act (S. 3409) e il Veterans Equal Access Act (HR 1647). Questi progetti non sono diventati legge, ma nel 117° Congresso sono state presentate le riforme che prevedono: la promozione della ricerca sul trattamento della marijuana medica per i veterani (HR2916), consentendo ai medici di Veterans Affairs di discutere la cannabis con i pazienti (HR3601) negli stati in cui è legale e proteggere i veterani dalle penalizzazioni federali per l’uso di cannabis legalizzata dallo stato (HR430 “Uso di cannabis da veterani per un atto di guarigione sicuro”).

I disegni di legge devono superare ancora diversi step, eppure ad oggi l’83% dei veterani statunitensi è favorevole all’uso della cannabis medica, mentre le riforme suddette sono le poche relative alla cannabis che hanno ottenuto un sostegno bipartisan.

Durante l’audizione della commissione del Senato di luglio ci sono state testimonianze di veterani sull’incidenza del suicidio e delle dozzine di farmaci inefficaci che avevano provato prima della cannabis.

Il disegno di legge è stato approvato in quella commissione con un voto quasi unanime. Alla fine, i legislatori si sono alzati e hanno rivolto un applauso a “quei veterani che sono con noi oggi e quelli che non ci sonopiù”.

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