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1000 miliardi di Alberi? Pretendiamoli in città al posto dell’asfalto

Questo testo è stato pubblicato da Giacomo Castana – Prospettive Vegetali – sul suo blog www.prospettivevegetali.it e gentilmente concesso per la pubblicazione


Dopo le dichiarazioni del G20 e di Stefano Mancuso sull’argomento “1000 miliardi di alberi”, sono comparse opinioni discordanti tra chi studia e divulga la cultura arborea.

Nessuno è però uscito da ciò che, nel merito scientifico, lo riguarda.

Facebook si è così riempito di analisi che riguardano esclusivamente la biologia degli alberi e delle foreste.

Ma è una banalità rivolgersi solo agli “esperti di alberi”, per risolvere questo problema planetario.

Che mi dite della Cannabis sativa, per fare un esempio? Il suo nome scientifico ce lo dice chiaramente: “fertile”.

Può raggiungere i 4 metri in soli 100 giorni, e questa caratteristica la rende un efficace strumento di conversione della CO2 a biomassa. Ci possiamo permettere di ignorarla? Certo che no.

Per combattere i cambiamenti climatici poi, bisogna fermare la cementificazione. Anzi, bisogna invertirne la tendenza, spaccando l’asfalto ovunque non ci sia ragione di mantenere il suolo sterile.

I progetti cittadini del Fare e del Proteggere

Il nostro primo progetto di Paesaggio ha permesso proprio questo: insegnare ad un gruppo di giovani a finanziare con un crowdfunding la sostituzione di 45mt2 di cemento con un orto sinergico, a due passi dalle stazioni di Varese.

Chi ci accusava di coltivare pomodori e zucchine tossiche, si è ricreduto: le analisi chimiche hanno dimostrato che non corriamo alcun rischio e che i nostri ortaggi sono ideali per il consumo umano.

Come se l’orto “ci fosse già”: gli alberi pre-esistenti, garantendo protezione ad uccelli ed insetti impollinatori, sono stati i responsabili della salute dell’aria e del suolo tutt’attorno. Per questo oggi gli alberi e le aree naturali vanno tutelati in ogni modo, specialmente quelli adulti che vivono in città.

Prima o poi, dovremo fare i conti con chi sprezzante delle polemiche e delle conoscenze in campo, sta danneggiando la salute e le casse di molti comuni italiani, con un ingiustificabile “alberofobia”. Basterebbe avere l’accortezza di rimuovere la superficie impermeabile che soffoca le radici con i dovuti accorgimenti, per restituire vigore e stabilità all’intera pianta.

Ormai lo abbiamo capito, nei prossimi anni dovremo farci premurosi e pazienti educatori, e far comprendere a tutti la semplicità e la complessità delle logiche vegetali.

Il ruolo dei facilitatori, un nuovo documentario per colmare le distanze

Chiudo con una provocazione: ci viene suggerito di piantare 1000 miliardi di alberi. Ma è possibile che oltre il 99% delle persone che conosco, che non sono poche e che divulgano le conoscenze sugli alberi, siano uomini?

Sarà un caso, ma la Scienza Etnobotanica tiene in fortissima considerazione il ruolo delle donne: raccoglitrici e coltivatrici, in virtù della loro naturale tendenza a cooperare, educare e tramandare. Forse basterebbe ricominciare a relazionarci con sensibilità e rispetto tra esseri umani, vincendo questa sfida nel luogo più ostile in assoluto: il web.

E’ online infatti, che la frustrazione per le condizioni del pianeta, alimenta una comunicazione rancorosa e competitiva tra chi ha interessi diversi. A questo servono i facilitatori: riuscire a comunicare (nel virtuale e nel reale) con una e l’altra parte, per mettere ordine e consentire ai processi di svolgersi nel migliore dei modi. Anche questo tema, che mi ha interessato da vicino per 4 anni, sarà affrontato nel nuovo capitolo di “Botanica per tutti”.

Insomma delle chiacchiere siamo stufi tutti, è arrivato il tempo delle community del FARE*.

Vi aspetto Domenica 19 Dicembre su Youtube!

*chiunque abbia piacere di promuovere  la prossima uscita di “Botanica per tutti – parte II”, le progettualità citate e le iniziative culturali di Prospettive Vegetali, mi contatti alla mail giacomo.castana@gmail.com e se lo ha trovato interessante, condivida questo articolo!

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