Termometro cannabico – La fisiologica depenalizzazione all’italiana

Cari cannabici,

se dovessimo scegliere due parole per definire il futuro dei consumatori di sostanze psicotrope sarebbero: autoproduzione e terapeutico.

Nell’infinito vortice di normative e posizioni dovremmo essere in grado di intravedere il panorama dall’occhio del ciclone. La cannabis medica sta divenendo un pilastro indiscutibile della legalizzazione eppure il riconoscimento delle applicazioni terapeutiche, testimoniato fin dal 2000 a.C., sembra essere ancora discutibile nel 2022.

In teoria la legge che ha legalizzato l’uso medico in Italia è vecchia di quindici anni in pratica, però, a Sanremo, Ornella Muti, rea di aver osato parlare di cannabis terapeutica, viene trattata come una narcotrafficante.

Durante la conferenza stampa di apertura del festival, Muti è stata costretta a difendere i pazienti asserendo: “Mi curo omeopaticamente ed è una mia scelta, che grazie a Dio non è vietata – aggiunge l’attrice – ma ci sono testi e persone più giuste di me per parlare di questi temi, dell’uso della cannabis per i bambini epilettici, le persone malate: non è che un bambino debba fumare una canna, la cannabis è una pianta che dà olii, estratti, è una scelta del paziente se usarla o no. Mia mamma ha avuto anni difficili prima di morire e non sono riuscita a dargliela, ho dovuto rimpinzarla di psicofarmaci che annebbiano la coscienza, l’ho persa senza poterle dire ciao perché non mi riconosceva più. Ognuno deve fare quello che si sente, io mi sento bene così, mi spiace che venga confuso, tutto qua”, conclude la Muti.

L’auspicio era che tanto clamore portasse ad una nuova discussione nell’opinione pubblica, poiché dal confronto nasce il progresso sociale. A leggere la rassegna stampa di questi giorni l’obiettivo è stato, almeno in parte, raggiunto visto che c’è un flusso propositivo.

Una discussione tutta italiana questa che riporta l’uso ricreativo al vertice della piramide della cannabis, una visione proibizionista e miope che ci allontana dal mercato EU e dal resto del mondo.

In Germania, che ha legalizzato l’uso medico della cannabis nel 2017, gestisce attualmente il secondo mercato regolamentato al mondo, dopo il Canada, dal valore di 300 milioni di euro.
Solo a maggio 2021 la Cannovum AG è stata quotata alla Borsa di Düsseldorf,  ma il mercato tedesco si stima cresca fino a 7,7 miliardi di euro entro il 2028. La Prohibition Partners, inoltre, ha pubblicato dati secondo cui gli attuali 128000 pazienti tedeschi saranno oltre 1 milione entro il 2024. A gennaio la Demecan, assieme ad altre due società, ha ottenuto licenza per produrre cannabis, allo stesso tempo il nuovo governo si è dichiarato in procinto per la legalizzazione della rivendita, una nuova filiera che porterà a nuovi posti di lavoro. 

Il mercato della cannabis medica è un treno che rischiamo di perdere se il Ministero della Salute decide di affidare la produzione di FM3 soltanto all’Istituto Militare di Firenze mentre le farmacie sono in emergenza per grave carenza di farmaco. Questo avviene nonostante l’Italia sia tra le nazioni più quotate per la direzione del mercato europeo, dopo l’emanazione della lg. 242/16 e la “legalizzazione involontaria della cannabis light”. La Prohibition Partners nel 2017 ha pubblicato il “The European Cannabis Report” in cui affermava che “nei prossimi cinque anni (quindi il 2022 ndr), con ogni probabilità, il mercato europeo sarà il più grande del mondo, superando anche le vendite totali di Stati Uniti e Canada”. In Italia, entro il 2028, la cannabis legale avrebbe dovuto generare un fatturato di 15,8 miliardi di euro, di cui 7,5 miliardi da uso medico e 8,3 miliardi da uso ludico, più altri 24,7 miliardi di euro nel settore della cannabis industriale (thc<0,6%). 

Negli USA c’è un’ampia apertura alle sostanze psichedeliche per uso terapeutico e spirituale.

Ultimamente la California ha approvato il disegno di legge per la depenalizzazione della psilocibina. L’Oregon sarà certamente il primo stato a legalizzare l’uso di funghi psichedelici in ambiente terapeutico.

Al SXSW festival – South by Southwest sarà dedicato un panel su Lo stato degli psichedelici. Si legge nell’introduzione al panel: “Gli psichedelici hanno svolto un ruolo nella cultura umana per secoli sia in contesti spirituali che ricreativi, e la recente ricerca rivoluzionaria sugli psichedelici come trattamento per un’ampia gamma di condizioni psichiatriche mostra risultati promettenti. Il Vertice sugli psichedelici mira a esplorare le implicazioni mediche, economiche ed etiche di queste sostanze chimiche esplose”.

Nel Michigan gli attivisti di Decriminalize Nature e Students for Sensible Drug Policy (SSDP) hanno presentato un’iniziativa elettorale per legalizzare il possesso, la coltivazione e la condivisione di sostanze psichedeliche ad uso terapeutico e spirituale. Si parla di psilocibina, psilocina, ibogaina, mescalina, peyote e DMT, che hanno già avuto l’approvazione dei cittadini in alcuni comuni. A novembre, ad esempio, a Detroit hanno approvato la riforma locale che prevede la depenalizzazione “nella misura massima consentita dalla legge del Michigan il possesso personale e l’uso terapeutico di piante enteogeniche da parte di adulti” funghi . La nuova politica effettivamente lo rende “la priorità più bassa per le forze dell’ordine della città”.

Questa proposta di depenalizzazione era stata avanzata dai Radicali con l’iniziativa “Roma Antiproibizionista” di cui abbiamo parlato qui (CLICCA QUI

In pratica anche in Italia c’è stata una fisiologica depenalizzazione decretata dalla tolleranza sociale e giuridica. Qualora anche le FF OO si adeguassero all’evidenza dei fatti sarebbe una legalizzazione involontaria.

La Corte di Cassazione, con sentenza 20 gennaio 2022, n. 2388 della Sesta Sezione Penale, si è espressa nuovamente a favore dell’autoproduzione per uso terapeutico. Un uomo è stato infatti assolto dal reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente poiché aveva una prescrizione per patologia agli occhi e la sua coltivazione si riduceva a due piante sul balcone. La sentenza esplicita: “Si censurano vizi di inosservanza o erronea applicazione della legge penale in ordine alla erronea esclusione della scriminante dello stato di necessità, che avrebbe dovuto essere riconosciuta per l’uso anche terapeutico che l’imputato faceva della cannabis.” Prosegue motivando la legittimità dell’imputato che aveva “deciso di coltivare due piantine nel balcone di casa nella piena convinzione della liceità della propria condotta, in quanto destinata esclusivamente al soddisfacimento di un uso personale, anche di tipo terapeutico”.

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