Giappone: il Ministero della salute vuole la cannabis terapeutica

Il Giappone è uno stato antico e come tale dovrebbe avere dimistichezza con piante antiche come quella di cannabis, ma si sa, il tempo fa perdere i ricordi di quando veniva utilizzata questa pianta nella terra del Sol Levate. Un tempo questa pianta non era solo utilizzata per la realizzazione di indumenti e alimenti, ma anche all’interno della religione shintoista, un culto che no prevede rigide leggi morali (al contrario della religione cristiana) e che si serviva della cannabis per ‘scacciare gli spiriti maligni’.

Oggi il pattern è cambiato, le religioni non sono più così importanti e il Giappone è uno degli Stati con le leggi più restrittive sulla cannabis. Sono proibite dalla legge infatti le attività di esportazione, importazione, utilizzo e fornitura e le persone trovate in possesso di cannabis possono rischiare fino a 5 anni di prigione, mentre si rischiano fino a 7 anni per il traffico.

Oggi però potrebbero esserci alcuni passi avanti: apprendiamo da Reuters infatti che giovedì 29 settembre c’è stato un incontro organizzato dal Ministero della salute giapponese, in cui si raccomanda di rivedere le leggi nazionali sulla droga per consentire l’importazione e l’uso di cannabis medica. Questa raccomandazione si inserisce nella presa di coscienza di quelle che sonno le ultime scoperte scientifiche, connesse alla necessità del Giappone di armonizzare la sua legge alle innovazioni internazionali.

La raccomandazione si basa, come detto prima, sulle nuove evidenze mediche e i nuovi regolamenti si applicherebbero ai prodotti a base di marijuana la cui sicurezza ed efficacia sono state confermate dalle leggi che regolano prodotti farmaceutici e dispositivi medici.