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Droghe e Diritti Umani: il secondo Quaderno dei Diritti Globali

Ieri a Milano c’è stata la presentazione del secondo Quaderno dei Diritti Globali curato dall’Associazione Società INformazione Onlus dal titolo ‘Droghe e Diritti Umani – le politiche e le violazioni impunite’: un quaderno possiamo definire ‘intersezionale’ nella capacità di intrecciare i temi di cui l’analisi tratta.

La questione relativa alle droghe è oggi più che mai transnazionale, così come molte politiche, vista la mobilità di queste sostanze spostate in giro per il mondo e la mole di denaro che viene prodotta e messa in tasca alle mafie, che vista l’illegalità detengono il potere, anche quello di creare una scia di morti come è successo in alcuni paesi estremamente fragili dal punto di vista economico e sociale. Ma non solamente le mafie creano morti: vediamo infatti che solo nel 2021 sono state 131 le condanne a morte per reati connessi alle droghe, in 13 paesi, con una crescita rispetto all’anno precedente. In questa stima, come ricorda Sergio Sergio (Società INformazione), dobbiamo pensare poi all’inconsistenza dei dati che ci arrivano da Iran e Cina, i quali spesso non danno risultati corretti vista la loro natura anti-democratica. Se dobbiamo però focalizzarci su un paese, certamente il caso più eclatante è quello delle Filippine che sono arrivati ad avere fino a 27 mila morti: ricordiamo infatti che in particolare sotto Duterte la guerra alla droga è di fatto stata un’esecuzione di persone. Ricordiamo la morte del bambino di 8 anni Ronjhay Furio, coinvolto in una sparatoria di regolamento di conti.

Resto ancora sulla pena capitale per dare la portata dei numeri: al momento sono 58 i paesi che mantengono la pena capitale, 35 la prevedono per reati connessi alla droga: almeno 3.000 persone intanto sono detenute nelle carceri in attesa di una possibile esecuzione. In un mondo che dovrebbe fare dello Stato di Diritto faro per l’evoluzione della società, vediamo come ancora alcune culture accettino una modalità barbara di regolamento dei conti.

Susanna Ronconi (Forum Droghe) ricorda durante la presentazione come le tre convenzioni internazionali attive ormai da più di 60 anni pesino aspramente sulle politiche che sono direttamente responsabili della violazione dei diritti delle persone. Oggi gli Stati devono considerare le prese di posizione delle agenzie internazionali, come l’OMS, che fino a qualche tempo fa ha avuto un ruolo ancillare e secondario, oggi si espone in modo positivo sulla cannabis, così come lo stesso Presidente delle Nazioni Unite ha espresso recentemente preoccupazione per le poche attuazioni della Riduzione del Danno, richiamando espressamente l’Italia.

La Riduzione del Danno diventa quindi punto centrale, anche se in Italia neanche 1/3 delle Regioni offre questi servizi nonostante l’obbligo di implementazione dei LEA (Livelli essenziali di assistenza), utili al consumatore che oggi viene stigmatizzato e non tutelato. Anzi, criminalizzato.

Non spoileriamo tutto, pertanto potete acquistare il libro con una donazione a Forum Droghe!

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