La nuova Colombia di legalità di Gustavo Petro

Quella della Colombia è una storia complessa, per lo più fatta di sangue e violenza per la detenzione dei traffici, delle rotte e della vendita di sostanze stupefacenti. Ne è passato certamente di tempo da quando nel 1974 Pablo Escobar fu arrestato per la prima volta, iniziando la carriera come ‘El Patron’ lasciando la sua Colombia in una condizione di illegalità e povertà. Non è questo l’articolo in cui ripercorreremo i cambi del potere mafioso in Sud America, ma quello che faremo è attenerci alla recente attualità che vede l’ex narco-stato voler legalizzare la cannabis. 

Poco più di un anno fa il Partito Liberale ha proposto la legalizzazione della cannabis, coordinato dal deputato Juan Carlos Vargas primo firmatario, classe 1979 e promotore anche della legge sull’eutanasia legale. 

Un anno dopo si è arrivati alla seconda discussione alla Camera dei Rappresentanti su sei discussioni obbligatorie, come ricorda in un video su twitter proprio il deputato Vargas, che ha visto il voto favorevole al proseguo dell’iter di 105 voti a favore e 33 contro.  

L’appoggio primario a questa legge è arrivato indirettamente, ma mica tanto, anche dal presidente Gustavo Petro che a metà settembre davanti alle Nazioni Unite si è esposto a favore di una regolamentazione: “bisogna terminare la guerra alla droga. Diminuire il consumo di droghe non necessita di guerra e armi, ma che costruiamo una migliore società, più solida e affettuosa. La democrazia morirà se non si cambiano le strategie”!

Tornando all’oggi, la positività del secondo dibattito ha fatto esporre anche il Ministro della Giustizia Néstor Osuna:“regolare è la miglior strategia contro il narcotraffico”, una dichiarazione coraggiosa in terra colombiana, anche se sappiamo che i maggiori introiti per i narcos arrivano da un’altra sostanza. 

Il progetto legislativo quindi avanza, ed è interessante vedere come nel documento ufficiale depositato al congresso ci sia tra gli obiettivi primari ‘il riconoscimento e la garanzia dei diritti fondamentali all’uguaglianza e al libero sviluppo della personalità’, segnalando come la proibizione delle droghe ha alimentato il conflitto facendo vittime non solo in Colombia ma in tutto il mondo. In questi giorni inoltre è stato approvato il disegno di legge per legalizzare la cannabis anche al Senato all’interno del ‘First Committee’ con votazione 11 a favore e 4 contrari. Ovviamente servono ancora molti step prima che si arrivi ad una legge. 

Un passo in avanti per un paese che non si può ignorare quando si parla di determinati temi, che impattano direttamente sulla vita delle persone in modi davvero differenti. Speriamo che la politica italiana possa notare ciò che accade in Colombia e prendere esempio.