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Festival di Sanremo: la cannabis sulla bocca di tutti

Sono passati i tempi delle rivendicazioni operaie che bloccavano il festival di Sanremo, anche se di tutta evidenza ce ne sarebbe ancora il bisogno. Sono passati anche i tempi in cui la televisione si basava solo sullo share della scatoletta nera, mentre oggi siamo alla meta-televisione dove le dirette sono duplici: vediamo Ferragni che apre il profilo ad Amadeus, con annessa accensione di diretta instagram, che non sappiamo se abbia o meno trainato lo share da record di queste serate ma che certamente segna un punto di cambiamento qualitativo rispetto ai fruitori del festival, almeno dal punto di vista dell’età.

Un anno fa Meglio Legale andò in trasferta a Sanremo per consegnare un mazzo di fiori di canapa a Ornella Muti, ieri nel parterre della zia Mara a Domenica In per il post Sanremo. Quest’anno la presenza di vecchie guardie come gli Articolo31 ha permesso di portare sul palco dell’Ariston la famosa parola ‘Legalizzala’, pronunciata da J-Ax insieme a Fedez durante la cover ‘Maria Maria’, canzone datata 1994, l’anno in cui Silvio Berlusconi diventò per la prima volta Presidente del Consiglio. I due cantanti hanno indirizzato specificatamente la richiesta a Giorgia Meloni, che non ha risposto alla provocazione, ma è stata degnamente sostituita dai Pillon della situazione, ma anche da Alfredo Antoniozzi, vice capo-gruppo di Fratelli d’Italia alla camera che ha rilasciato una dichiarazione dicendo che: “Il nostro governo non legalizzerà mai la cannabis e nessun tipo di droga. Riteniamo sia una droga a tutti gli effetti e che possa provocare gravi danni a chi la consuma“.

Una presa di posizione indubbiamente politica che non tiene conto però delle prove scientifiche, perchè se così fosse, il vice capo-gruppo Antoniozzi, insieme ai Gasparri e ai Pillon, dovrebbero far partire una crociata contro l’alcol, che secondo la rivista The Lancet ed uno studio di David Nutt risulta essere più dannosa della cannabis. Arriva anche Matteo Salvini, intervistato a margine della cerimonia per il centesimo anno della nascita di Franco Zeffirelli, che parla addirittura di ‘riflessione da fare sui vertici Rai’.

Ma parlare di cannabis scandalizza davvero ancora così tanto? Forse scandalizzare non è il termine corretto, il termine corretto potrebbe essere ‘infastidire’: infastidire i benpensanti che hanno sempre diviso il mondo in due categorie, infastidire chi pensava che un dibattito su questi temi non si sarebbe mai aperto, infastidire chi continua a mettere sullo stesso piano i tossicodipendenti e i consumatori, dimenticandosi così di occuparsi realmente della prima categoria. Si infastidisce chi cerca l’alibi corretto per non pensare alle reali disfunzioni della società, quelle si, che portano alle tossicodipendenze e all’abuso delle sostanze.

Le barricate della destra si sono alzate e non si abbasseranno, speriamo che la meta-televisione se a qualcosa servirà sarà per scardinare con l’informazione i luoghi comuni, intanto ci pensa Gianni Morandi che con il sorriso ci dice: “io sta cannabis non l’ho mai provata, la dovrò provare“!

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