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Controlli nelle scuole: una pratica barbara ancora in voga

Il nuovo governo si è insediato da circa 5 mesi e la rassegna stampa mattutina ci fa rendere conto di quelle che sono le pratiche barbare ancora in voga, come quella dei cani all’interno degli istituti scolastici superiori e delle segnalazioni ai ragazzi minorenni. Questa mattina ci scontriamo con gli articoli che riportano i controlli nelle scuole di Brescia e in Benevento, zone d’Italia diverse ma in cui arriva la modalità proibizionista e paternalista inutile a rendere consapevoli i ragazzi.

Il progetto ‘Scuole Sicure’ finanziato dal Ministero degli Interni è attivo, e come riporta Brescia Today, in queste settimane la Polizia Municipale si è data da fare per intercettare all’interno delle scuole ‘una ventina di giovani e giovanissimi tra consumatori e presunti spacciatori’. Ci dovremmo soffermare a lungo sulla presunzione di uno status che porta con se un sostantivo dispregiativo, ma è evidente a chi conosce la morale e la repressione che presumere è l’unico modo per iniziare a creare storie e ricami, ma anche per stigmatizzare senza informare ed educare. Pratiche queste ultime estremamente più complesse.

Sono 13 i ragazzi segnalati dalle autorità per essere ‘consumatori di sostanze’, anche se l’articolo riporta che le sostanze sequestrate si limitano a ‘marijuana e hashish’, due sostanze che si è tentato di depenalizzare con il referendum sulla cannabis di un anno fa, bocciato dalla Corte Costituzionale. E se è vero che alcuni luoghi possono essere a favore per gli spacciatori, è anche vero che criminalizzare il consumo e portare ragazzi giovani (e minorenni) all’interno del circuito della giustizia significa abdicare al ruolo dell’educazione, non sortendo gli effetti sperati.

A Benevento invece i controlli sono scattati a seguito delle segnalazioni di genitori preoccupati, che si sono resi conto dell’introduzione di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti scolastici. Anche in questo caso lo sforzo delle unità cinofile. La Nazione riporta invece l’attivazione in Provincia di Firenze di un finanziamento per il contrasto alla droga che verterà sull’installazione di telecamere ed un’attività di controllo all’uscita delle scuole per gli alunni, il tutto incredibilmente finanziato dal Ministero dell’Economia: uno spreco di denaro che non cambierà il trend dei consumi.

Continuano quindi le pratiche barbare di repressione nei confronti dei ragazzi, che dovrebbero conoscere laicamente per deliberare e dovrebbero trovare nella scuola un luogo, quello sì, sicuro, per poter commettere degli errori senza essere pubblicamente condannati.

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