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In Senato Fratelli d’Italia prova a bloccare la cannabis light

In Senato Fratelli d’Italia prova a bloccare la cannabis light con una proposta di legge che secondo Repubblica è già stata protocollata, e verrà portata avanti, di pari possa, con la proposta che fa parlare molti in questi giorni: quella del divieto del fumo all’aperto. A 6 mesi dall’inizio del governo di Giorgia Meloni, e dopo gli avvenimenti di queste settimane, dal Canapa Mundi al blocco dell’assemblea studentesca ad Enna dove si parlava di cannabis com Meglio Legale, è arrivata al Senato la proposta che getterebbe alle ortiche un intero mercato, distruggendo il lavoro di migliaia di persone che dal 2016 hanno investito nel settore della canapa.

Il ddl anti-canapa è firmato da una dozzina di parlamentari: da Antonio Iannone, tesoriere del gruppo FDI a Palazzo Madama, la vice-capogruppo Antonella Zedda, alla senatrice Domenica Spinelli. Questi i nomi più rilevanti, seguiti in parallelo ma con altri strumenti dal solito Gasparri che presenterà una interrogazione parlamentare sul motivo per cui si parlasse di cannabis a scuola. Perchè informare non è accettato da questa destra, si preferisce dispiegare le forze di polizia contro i ragazzi.

I limiti della legge 242/2016 sono evidenti a tutti, e ne parliamo da anni, ma sono numerose le sentenze che permettono la commercializzazione della cannabis light, anche delle sue infiorescenze. Una sentenza è la numero 4920 depositata nel 2019 che considera legittima la commercializzazione al dettaglio di cannabis light, mentre se guardiamo ai paesi europei è recente la storica sentenza francese di qualche mese fa che rende legale la cannabis light senza fraintendimenti.

I parlamentari di Fratelli d’Italia, si legge, sono consapevoli della mancanza di effetto psicotropo della cannabis light o canapa industriale, ma i motivi sono come sempre ideologici perchè questa commercializzazione: “avvicinerebbe i giovani alla droga”; all’interno della proposta di legge poi si rilevano alcune falsità scientifiche, come quella relativa alla possibilità di avere un effetto psicotropo aumentando la dose di cannabis light utilizzata.

Insomma, questa destra tenta di fare nuovamente dell’ideologia riportandoci indietro di anni, senza rendersi conto che in questo modo non solo si affosserebbe un settore di mercato che per noi potrebbe essere strategico, ma si perpetra così quell’impostazione proibizionista che vuole tenere le persone all’oscuro della verità, senza prendere individualmente ed in coscienza una decisione per se stessi.

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