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Al Vinitaly Bastianich consiglia la cannabis alla Meloni

Il Vinitaly torna ogni anno a ricordarci quanto il nostro paese sia eccellenza in questo campo, quanto la qualità per i produttori italiani faccia la differenza, approccio premiato dai dati che vedono questo settore volare, anche dal punto di vista dell’export. Un nuovo record secondo gli istituti ufficiali: l’export di vino per il nostro Paese si attesta sugli 8 miliardi per l’anno 2022, a fronte però di una produzione di volumi piatti, quindi sulla stessa scia dell’anno precedente. Un settore florido che da lavoro a migliaia di persone e di cui i nostri governanti vanno fieri, tanto da sfilare incessantemente nei giorni della fiera.

Allo stesso tempo, per prendere un esempio opposto, al Canapa Mundi le uniche sfilate che ci sono state di membri delle istituzioni sono quelle della Polizia di Stato, dei Carabinieri ma anche della Scientifica che ha il compito di esaminare gli elementi costitutivi dell’infiorescenza per accertarsi si sotto il tetto regola dello 0,6% di thc. Un trattamento diverso, che non può però durare in un contesto in cui molti paesi stanno provando (alcuni ci sono già riusciti) a legalizzare la cannabis ricreativa, che secondo le stime del professor Marco Rossi dell’Università di Messina permetterebbe di avere degli introiti minimi di 4,5 miliardi di euro. E allora che si fa?

Bisogna in questo contesto continuare a fare informazione anche nei confronti di chi ignora le potenzialità non solo di questa pianta, ma anche dell’assetto sociale che cambierebbe rendendo più accessibili le informazioni sulla cannabis: perchè così come il vino noi non neghiamo che ci siano controindicazioni, ma come direbbe Marco Perduca ‘è la dose che fa il veleno’.

La linea dell’apertura interessa molto agli imprenditori, ed in particolare all’italo-americano Joe Bastianich che in un’intervista al Corriere dice di aver parlato con Giorgia Meloni di cannabis, e spiega alla giornalista i motivi per cui è bene investire: “La cannabis è un prodotto di agricoltura importante, può dare tante cose all’Italia, è un prodotto che deve essere comunicato meglio. Per me deve essere usato sia in modo ricreativo, ma anche per i tessuti, la cosmetica, insomma può diventare la nuova oliva d’Italia!”.

La nuova oliva d’Italia sarà portata da Bastianich ad un caffè con Giorgia Meloni: speriamo che riesca a convincerla a fare dei passi avanti, e a cancellare gli anni di brutture provocati dalla sua parte politica, il cui unico interesse fino ad ora è stato quello di far crescere lo stigma verso i consumatori di cannabis: non è questo l’articolo in cui dobbiamo evidenziare i casi più estremi dei danni del proibizionismo in Italia, ma nella nostra mente affiorano e tanto basta per sapere che questo settore merita un’attenzione diversa rispetto a quella ricevuta fin d’ora.

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