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La riduzione del danno entra finalmente nella politica globale sulle droghe

In un momento storico per la governance globale della politica sulle droghe, la Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite, con sede a Vienna, ha compiuto un passo rivoluzionario rompendo una tradizione cinquantennale basata sul consenso. Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe e rappresentante presso le Nazioni Unite, ha evidenziato l’importanza di questa svolta, che vede la CND approvare una risoluzione mediante voto – un’occasione rara che ha visto prevalere un ampio sostegno con 38 paesi a favore, e solo Cina e Russia contrarie.

La CND, responsabile dell’attuazione delle tre convenzioni dell’ONU sulle droghe (1961, 1971, 1988), ha introdotto per la prima volta nella sua storia il concetto di “Riduzione del Danno” nei testi ufficiali, nonostante l’opposizione di potenze come Cina e Russia, che in passato, assieme agli stessi USA, ne avevano impedito l’inclusione. Questo cambio di linguaggio segna una trasformazione significativa nell’approccio alle politiche sulle droghe, evidenziando un movimento verso la considerazione delle evidenze scientifiche e delle pratiche che possono realmente mitigare i danni associati all’uso di sostanze.

L’epidemia di overdose negli Stati Uniti, che ha visto oltre 630.000 morti negli ultimi dieci anni, principalmente a causa dell’uso di oppioidi sintetici, ha giocato un ruolo cruciale nell’influenzare questa svolta. L’approccio di riduzione del danno, lungamente sostenuto da organizzazioni come Forum Droghe, si concentra sulla prevenzione delle morti e sul supporto alla salute pubblica attraverso servizi e politiche che non penalizzino l’uso di droghe, ma piuttosto ne controllino i rischi.

Il documento approvato dalla CND incoraggia gli stati membri a esplorare approcci innovativi, in linea con le leggi nazionali, per combattere le minacce alla salute pubblica derivanti dall’uso non medico di droghe, come le overdose. Questo include il sostegno alla ricerca, la raccolta di dati, l’analisi delle prove e la condivisione delle informazioni, nonché il rafforzamento dei sistemi sanitari e l’adozione, quando possibile, di misure di riduzione del danno.

La decisione rappresenta un importante passo politico, come sottolineato da Fiorentini, rompendo gli alibi nazionali e aprendo la strada a politiche basate su prove scientifiche piuttosto che su ideologie. Susanna Ronconi, Responsabile delle Ricerche di Forum Droghe, ha anche elogiato la decisione dell’Italia di aderire alla posizione comune dell’Unione Europea, votando a favore della risoluzione e sottolineando l’importanza di riprendere i lavori sulla Riduzione del Danno a livello nazionale.

Questo evento segna una svolta nella lotta globale contro la crisi delle droghe, sottolineando l’importanza di un approccio umanitario e basato sull’evidenza nella gestione delle dipendenze e nella prevenzione delle overdose. Con la riduzione del danno ora riconosciuta a livello internazionale, i paesi sono chiamati a rivedere e aggiornare le proprie politiche sulle droghe, in un momento critico per la salute pubblica globale.

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