Caro Beppe Grillo, sulla cannabis è ora di passare dalle parole ai fatti

Giovedì 20 settembre, sul blog di Beppe Grillo, è comparso un articolo dal titolo emblematico: “Come la cannabis sta cambiando il mondo“. Un articolo che tesse le lodi della canapa, ripercorre le ultime tappe che nel mondo hanno portato ad una progressiva e diffusa legalizzazione ed esorta anche i governanti italiani a fare dei passi decisivi, mai fatti finora, che vadano in questa direzione.

Diciamolo subito, a scanso di equivoci: siamo totalmente d’accordo con quanto scritto, condividiamo tutto, dalla prima all’ultima lettera. Le numerose esperienze virtuose in termini di legalizzazione, gli svariati utilizzi che si possono fare della pianta, le sue applicazioni pratiche, dal campo medicale a quello industriale, le sue potenzialità in termini di tutela dell’ambiente e di creazione di una filiera economica in grado di generare risorse e posti di lavoro: alla luce di tutto questo e di molto altro, è ora di cambiare completamente e definitivamente approccio nei confronti dalla canapa. Un cambio che è ormai già maturato tra i cittadini e gli addetti ai lavori, ma che non è ancora adeguatamente supportato dalla politica.

In questo senso, ciò che chiediamo a Beppe Grillo è di non limitarsi più ad ospitare ottimi articoli e condivisibilissimi punti di vista. E’ forse il caso che faccia pressioni sui “suoi” parlamentari e sugli esponenti dei Cinque Stelle che stanno al governo. Siamo certi che, pur essendo uscito dall’agone politico, abbia ancora una discreta capacità di influenzare le scelte che avvengono a Roma (e a Milano).

D’altronde ce ne sarebbe davvero bisogno. Il recente incontro avvenuto tra le associazioni FreeWeed e Canapese con il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, ha testimoniato che l’approccio a questo tema è purtroppo inevitabilmente condizionato dalle posizioni ideologiche della Lega di Salvini, contro le quali il M5s non è in grado di creare una dialettica vera, che possa dare seguito agli intenti espressi in tanti anni passati all’opposizione e nelle varie campagna elettorale.

Non c’è nessuna volontà di fare polemica in ciò che diciamo. Solo l’invito a tradurre le parole in fatti. Perché il tempo delle chiacchiere è finito.

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