Saranno i cittadini ad archiviare il proibizionismo

Un’ondata di consenso popolare seppellirà il proibizionismo miope e controproducente che ancora domina una buona parte del dibattito politico. Saranno i cittadini a far capire ai governanti che continuare ad innalzare muri contro la legalizzazione di una pianta è la cosa più stupida che si possa fare. A meno che non si dichiari apertamente che si vuole favorire il mercato nero e la criminalità organizzata.
I dati che arrivano dagli Stati Uniti sono inequivocabili. Per la prima volta nella storia un sondaggio condotto di un autorevole istituto globale di ricerche statistiche ha registrato che il 62% dei cittadini americani è favorevole all’abolizione delle leggi limitative sul consumo di cannabis e alla riforma della legislazione che regolamenta il mercato della cannabis. Un dato in costante crescita negli ultimi anni, che nel 2013 si fermava al 52%, nel 2016 al 57% e nel 2017 al 62%, stesso numero del 2018. Con la differenza che quest’anno si registra il numero minimo di persone contrarie, al 34%.
Analizzando più nel dettaglio i dati del Pew Research Institute, scopriamo che i maschi sono più favorevoli alla legalizzazione rispetto alle femmine, gli ispanici e i membri del Partito Democratico sono più favorevoli rispetto ai Repubblicani, i giovani sono più favorevoli degli anziani.
Alcuni Stati degli USA hanno già legalizzato la Cannabis (Washington e Colorado il 2009, Alaska Oregon nel 2012, Maine, Massachussetts, Nevada e California il 2014, il Vermont che si è aggregato il 2016). Lo scorso mese hanno legalizzato la Cannabis anche le Isole Marianne, territorio americano nell’Oceano Pacifico. E anche il Governatore del Texas, Stato tradizionalmente conservatore, propone una drastica riduzione delle pene in caso di possesso di marijuana o commette reati connessi.
Sia chiaro, non è che negli Stati Uniti non ci sia bisogno di un cambio di mentalità, anzi. La confusione, a livello giuridico e legislativo sul tema cannabis, la fa da padrona. Ci sono infatti Stati che legalizzano, Stati che pongono divieti, linguaggi giuridici e legali diversificati a fronte di un mercato che chiede chiarezza sul proprio presente e sul proprio futuro. 
Nulla a che vedere con il dibattito assurdo che si sta sviluppando nel nostro Paese, con le dichiarazioni del ministro Lorenzo Fontana, il superleghista con delega alla Droghe che riportano il nostro Paese indietro di trent’anni. Quando ancora si sostiene che “la marijuana è l’anticamera dell’eroina” significa che proprio non ci siamo.
Ma la gente, in Italia, cosa ne pensa? L’ultima indagine degna di questo nome risale al 2016 e fotografava una situazione in evoluzione. Due anni fa il sondaggio condotto da Swg parlava di un 46% della popolazione favorevole alla legalizzazione, con un 33% i contrari. Qui sotto la curva dell’evoluzione degli ultimi anni.

Non abbiamo indicazioni specifiche sugli ultimi due anni ma, a giudicare dal trend, non è difficile pensare che i numeri di casa nostra si avvicinino a quelli registrati negli Stati Uniti.

E allora, un governo tanto attento ai sondaggi, dovrebbe tenere conto di questi dati. Se non li convince il buon senso, potrebbe riuscire a convincerli la percezione degli italiani.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.