L’Italia migliore contro il Medioevo della ragione

Il 15 marzo non sarà mai più una data come le altre. Sarà la data in cui il mondo ricorderà una delle peggiori stragi di sempre, quella perpetrata a Christchurch, in Nuova Zelanda, a danno di due moschee, che ha lasciato sul terreno 49 morti innocenti, vittime dell’odio e dell’intolleranza. Ma sarà anche la data che rimarrà per sempre legata ad un fatto che tra qualche anno speriamo di poter definire epocale: il cuore verde dell’umanità ha cominciato a battere.

Milioni di ragazzi hanno invaso le strade di 123 Paesi per lanciare il loro grido d’allarme: “Non c’è più tempo, il pianeta o lo salviamo adesso o moriremo tutti insieme a lui”. E’ la generazione social che si è messa in moto sulle orme di Greta Thumberg, la sedicenne svedese che ha dato il via agli scioperi per il clima del venerdì. E’ una generazione da cui non ci si aspetta (o meglio, non ci si aspettava) nulla e che invece, anche grazie alla tanto vituperata tecnologia, sta provando a cambiare la storia. Una generazione che sta dicendo a quelle che l’hanno preceduta che il mondo consegnatole non è più vivibile.

Quel che ci sentiamo di dire, nel nostro piccolo, è che noi saremo sempre dalla parte di chi lotta per un mondo migliore. Un mondo sano, pulito, dove crescere i propri figli, capace di dare il meglio e tirare fuori il meglio. Saremo sempre con i ragazzi che il 15 marzo hanno sfilato a Roma e a Milano, a Tokyo e a San Francisco, a Buenos Aires e a Mumbai. E non saremo mai, mai e ancora mai dalla parte di chi semina odio, morte e rancore.

La forza dell’Italia migliore, del mondo migliore, sconfiggerà l’inutile inconsistenza del Medioevo della ragione.

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