l’Olanda sperimenta la produzione regolamentata di cannabis. Appunti per l’Italia

Cari cannabici, questa settimana siamo stati testimoni increduli dell’arresto del guru Franco Casalone, il gelo che ha attraversato il settore ha spento la riluttanza da cui sarebbe potuta nascere la ribellione. Nonostante sia stato rilasciato due giorni dopo e abbia lanciato un video appello, richiamando all’unione per la liberalizzazione della cannabis, la risposta alla petizione lanciata da Cannabiservice su Change.it è stata debole, e forse l’unica iniziativa attiva.
E’ ORA DI CAMBIARE QUESTA LEGGE! Vi invito a sottoscrivere.

E’ ora di sottintendere la legittimità di detenere cannabis per un guru, un agricoltore, un paziente e iniziare a partecipare alla gara di liberalizzazione.

Continuiamo a osservare Paesi europei che fanno movimenti economici basati sulla cannabis terapeutica, come il Portogallo che importa dall’Uruguay o l’Olanda che sta limitando le esportazioni a solo alcune aziende tedesche e con sei settimane di ritardo. La Germania stessa sta attendendo il primo raccolto, previsto per ottobre 2020 ma slittato a causa del Covid19.

Al processo di liberalizzazione precede l’istituzione di un’ente unico di ricerca e controllo
Anche in Olanda, a Maggio, è nata la Legal Cannabis Coalition, dove “Le multinazionali orticole e la scienza condividono la conoscenza della cannabis nella Legal Cannabis Coalition”, recita il titolo del comunicato stampa che annuncia il nuovo centro di conoscenza della cannabis. Dopo aver partecipato alla legalizzazione in Nord America e preoccupato per la legalizzazione imminente in altri continenti, si propone l’LCC vuole assumere la posizione di sportello unico per sostenere la legalizzazione mondiale della cannabis nel modo più professionale possibile.

L’Olanda: altro che tulipani e zoccoletti, sono i king della cannabis
Ci tengono così tanto a mantenere il ruolo di capitale del consumo di cannabis medica, che hanno spinto sull’acceleratore, con il duplice obiettivo pro-consumatore: garantire la composizione, e quindi l’uso terapeutico, e abbattere i costi. Il paragone con le infiorescenze di dubbia provenienza proposte dai coffeeshop a 10€ al gr rispetto alla cannabis medicinale dai 2 ai 6 € al gr dal 2021, non reggerà il confronto. Per questo i coffeeshop saranno forniti da queste aziende che produrranno con l’autorizzazione dello Stato.


L’Olanda inizia la produzione per per la “catena di negozi chiusi Experiment”.
Per iniziare, il governo olandese ha scelto 10 comuni: Arnhem, Almere, Breda, Groningen, Heerlen, Hellevoetsluis, Maastricht, Nijmegen, Tilburg e Zaanstad.i 10 comuni partecipanti al processo per le erbe infestanti riceveranno 7 milioni di euro dal governo per coprire i costi di partecipazione all’esperimento.

Le aziende possono candidarsi dal 1° luglio, anche se data la mole di documentazione richiesta il governo stesso ha iniziato a pubblicare le direttive per avvantaggiare la produzione delle scartoffie.

Il modulo di domanda è composto da cinque parti e una serie di allegati, tra cui:

  • Informazioni generali, compresi alcuni requisiti di residenza
  • Informazioni sulla posizione in crescita
  • Un piano di coltivazione che include un piano per coltivare almeno 6.500 libbre (14.330 libbre) di fiori all’anno
  • Un piano aziendale
  • Un piano di sicurezza

Al termine della selezione, tra sei mesi, sapremo chi inizierà a distribuire cannabis nei coffieshop

CannNext: la principale candidata al premio produttore dell’anno!
“Per diventare uno dei produttori di erbe medicinali, devi avere una sede olandese”, afferma Uleman. “Ecco perché abbiamo già iniziato. È stato estremamente complesso. Abbiamo dovuto convincere un sindaco a creare una piantagione di cannabis segreta nel suo comune. Ha accettato perché crede nel progetto. Difatti il sito è attivo dal 2018 anche se è secretato per l’incolumità di operatori e beni floreali. Le varietà coltivate sono a scopo di ricerca per uso medico e al termine del raccolto devono essere distrutte.

La coltivazione da un milione di euro avviene in contenitori ermetici prodotti dall’azienda israeliana Seedo che ha lanciato la sua “fattoria di cannabis containerizzata completamente automatizzata, su scala commerciale e senza pesticidi” nel 2019. 

In conclusione:
L’Italia è stata pioniere EU nel 2007 con la legge sulla cannabis terapeutica ed ora non partecipa alla corsa per trasformare la necessità dei cittadini (cannabis medica) in risorsa per lo stato. Ci sono proposte di legge ferme da anni a sottoscrizione popolare. L’emergenza farmaco segnala l’incremento di richiesta, la scelta consapevole dei pazienti che meglio di uno psicofarmaco, un antidolorifico, un analgesico, c’è la pianta infestante.

L’Olanda si candida a sportello universale della legalizzazione, mentre in Italia arrestiamo il guru della cannabis. No Comment.

Approfondimenti e spunti interessanti:

https://www.nrc.nl/nieuws/2020/05/17/hier-telen-ze-geen-drugs-maar-medicijnen-a4000002

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.