Cannabis countdown: verso una riforma federale in Usa

La legalizzazione o depenalizzazione della cannabis è una delle tante questioni destinate a mettere alla prova la sottile maggioranza dei Democratici al Congresso (non è la sola questione come ricorda anche Dale Smith di Cbnet ma è di sicuro la più ingombrante).

Lo è perché, anche se a livello federale la cannabis è ancora proibita, già un terzo di tutti gli adulti negli Stati Uniti ha accesso alla marijuana ricreativa, grazie a un mosaico di normative statali e locali che hanno legalizzato o depenalizzato la sostanza. Forme di regolamentazione sono già vigenti in oltre due terzi dei 50 Stati, per l’ambito terapeutico, e in circa un terzo per quello ricreativo. Analoghi traguardi stanno arrivando anche in alcuni Stati chiave quali New Jersey e New York, oltre a Virginia, New Mexico, Maryland, Hawaii, Minnesota, North Dakota.

Per questo tutti sono con gli occhi puntati su quello che succederà nelle prossime settimane al Senato: la speranza è che si introdurrà una legislazione per iniziare a revocare il divieto federale sulla cannabis. Ma come?

Innanzitutto serve una maggioranza assoluta di 60 voti al Senato, i leader democratici dovranno molto probabilmente corteggiare i legislatori repubblicani per approvare una legislazione sostanziale e ottenere qualche voto in più. E’ una impresa. Ma non impossibile.

A cosa andiamo incontro? Qual è la differenza tra legalizzazione e depenalizzazione?

In generale, la “legalizzazione” della cannabis significa approvare leggi che consentono l’acquisto, la vendita e il possesso di una certa quantità di cannabis. Tali leggi possono avere restrizioni sull’età (di solito devi avere almeno 21 anni) e sulla quantità di marijuana che puoi acquistare, vendere o avere in tuo possesso contemporaneamente. Ma fintanto che ti attieni a quelle leggi, stai facendo le cose legalmente.

La depenalizzazione, invece, significa che la violazione di alcune leggi sulla cannabis non comportano accuse penali (sebbene la violazione di alcune leggi potrebbe comportare multe o altre sanzioni). La cannabis può essere legalizzata senza essere depenalizzata (il possesso illegale comporta ancora accuse penali), legalizzata e depenalizzata (il possesso illegale non si traduce in accuse penali) o non legalizzata ma depenalizzata (è illegale, ma essere scoperti non comporta il carcere o altre sanzioni penali) .

Attualmente, come dicevamo, l’uso e il possesso di cannabis è illegale a livello nazionale secondo il Controlled Substances Act del 1970, che proibisce specificamente le specie vegetali di Cannabis sativa L. e qualsiasi materiale derivato (semi, resina, foglie, ecc.). Tale legge è stata poi modificata nell’agricoltura Improvement Act del 2018, che consente materiale vegetale con quantità in tracce (non più dello 0,3% su base peso secco) della droga psicoattiva primaria, il THC (in altre parole, canapa e prodotti CBD).

Ma il futuro è verde

In una dichiarazione congiunta pubblicata il 1 febbraio, i senatori democratici Cory Booker, Ron Wyden e Chuck Schumer hanno annunciato piani per una legislazione completa di riforma della cannabis. I legislatori hanno scritto che le leggi attuali danneggiano in modo sproporzionato le persone e le comunità di colore e che la riforma è necessaria per “garantire la giustizia riparativa, proteggere la salute pubblica e attuare tasse e regolamenti responsabili”. A
tre settimane da quello storico annuncio, altri 37 parlamentari ci hanno messo la faccia e hanno firmato una lettera aperta per chiedere all’attuale Presidente di promulgare un ordine esecutivo per l’amnistia a favore di persone condannate o incarcerate solo per reati non violenti legati alla marijuana. Posizione che Joe Biden non ha mai nascosto di approvare.

Un vento molto positivo che è cominciato con l’approvazione, lo scorso autunno, del more act alla Camera bassa. Ora la palla deve passare al Senato.

Numeri stellari

Non ci dovrebbero essere dubbi se, come riporta un rapporto dell’azienda leader Leafly, nonostante la crisi del Covid, lo scorso anno l’imprenditoria della cannabis ha aggiunto
oltre 77.000 posti di lavoro: un incremento del 32% che lo rende il settore di maggior crescita in assoluto. Sono circa 321.000 i lavoratori a tempo pieno oggi impiegati nei 37 Stati che prevedono varie forme di regolamentazione.

Inevitabile quindi, come ricorda anche Fuoriluogo, che venga subito approvata una normativa federale capace di riparare ai disastri causati da quasi un secolo di proibizionismo.

L’opinione pubblica poi sembra essere generalmente favorevole all’allentamento delle leggi sulla marijuana. I sondaggi di Gallup e Pew Research Center pubblicati a novembre mostrano che circa due terzi delle persone negli Stati Uniti sostengono la legalizzazione delle vendite di cannabis. Quel sostegno è stato portato in cabina elettorale nelle elezioni di novembre, quando sono state approvate iniziative in quattro stati per legalizzare o depenalizzare qualche forma di marijuana. Gran parte dell’impulso a legalizzare la cannabis deriva dalle rivendicazioni delle sue proprietà medicinali.

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