Decriminalizzazione cannabis in USA? Le risposte di Biden

Termometro cannabico: dalla Toscana a Milano, Italia antiproibizionista

Cari cannabici,

questo periodo dell’anno potrebbe essere il preludio della primavera e innalzare la temperatura della speranza custodita temerariamente. Invece è Speranza, il ministro della Salute, a giocare e lo fa con le cure naturali vietando anche l’ayahuasca. Come se il proibizionismo avesse mai portato a qualcosa. Una decadenza continua quella vissuta con la dirigenza del ministro che ha portato ad un susseguirsi di dubbie scelte come, ad esempio, il divieto sulla spedizione di cannabis medica per le farmacie, nodo che resta un insoluto e a responsabilità dei dispensatori.

ADM e i sequestri, quando l’intolleranza è un problema di sopravvivenza

Testimonianza del fatto che l’informazione e la limitazione del pregiudizio siano necessarie affinché un cittadino possa sopravvivere e lavorare, e quindi essere produttivo per il sistema, è ciò che sta avvenendo negli ultimi giorni ai danni di diversi negozianti. Hemp e Grow shop sottoposti a perquisizioni, realtà commerciali a cui le ffoo sottraggono materiali contenenti infiorescenze di cannabis light. Il motivo prescinde dal contenuto di THC ma sembra più legato a quello che è il futuro scritto per i fiori di canapa da parte delle aziende della Big Tobacco 4. Il monopolio è dietro l’angolo e come una spada di Damocle sembra risucchiare sia la cannabis light che quella medica.

Nelle settimane scorse abbiamo visto come dall’altra parte la formazione e l’informazione sono una tutela dal pregiudizio.

Approvata all’unanimità la PdL Melio per la regione Toscana.

Il consigliere regionale Iacopo Melio (PD) ha depositato una PdL per la preparazione dei medici sulla prescrivibilità della cannabis terapeutica e dei cannabinoidi.

La PdL, che andrà a modificare la legge 18 del 2012, è stata approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Toscana. Nel suo intervento in Consiglio Melio ha spiegato:

“La Toscana, con il suo stabilimento chimico farmaceutico militare, dimostra di essere la Regione più avanzata sul fronte della Cannabis terapeutica, purtroppo però non tutti i medici sono ancora oggi propensi a prescriverla: ecco perché occorre inserire all’interno della formazione continua offerta dalla Regione ai medici di base, un percorso specifico affinché i medici siano adeguatamente informati e si possano eliminare delle resistenze del tutto superflue da un punto di vista medico-scientifico.” Ha spiegato poi che “con questa mozione si intende dunque chiedere alla Regione di pressare anche il Governo centrale affinché la produzione di Cannabis terapeutica sia aumentata, non solo in Toscana ma anche altrove, peraltro creando posti di lavoro e gettito fiscale, oltre a tutelare la salute delle cittadine e dei cittadini con un medicinale controllato che dovrebbe, così come ogni altro medicinale indispensabile, essere messo a disposizione, ma che ancora oggi si stenta a prescrivere e a trovare, per una questione puramente ideologica.”

Una proposta ambiziosa che mette sotto scacco il Governo attivando un sistema lecito, la prescrivibilità della cannabis medica, sollecitando la domanda e la preparazione sul campo del primo approccio del cittadino con la materia: il dottore, un’istituzione in Italia.

Il comune di Milano ha dichiarato di essere antiproibizionista

Ciò che preme di più per il cambiamento sociale è la necessità di maggior tolleranza. Noti comuni come Amsterdam, Parigi e Barcellona, hanno adottato la European Urban Drug Police che ha permesso loro di limitare le spese giudiziarie ed esecutive, avere una miglior gestione delle dipendenze per la salute del cittadino e ridurre il narcotraffico locale.

Il significato di una dichiarazione da titolo in prima pagina potrebbe essere vuota se si riducesse alla propaganda politica, al contrario la proposta è legata alla precedente presa di posizione proposte da Radicali Roma al comune Capitolino, avviando la retificazione tra comuni affinché sia la mentalità e l’opinione pubblica a cambiare prima della legge.

Eppur si muove: Milano

“Se Milano, che è la città più aperta e più europea d’Italia, prende una posizione antiproibizionista è un esempio per altri comuni italiani.” dice Federica Valcauda, portavoce dell’associazione Enzo Tortora, Meglio Legale e Radicali Milano. “Potrebbe essere utile per parlarne al Governo. Hanno il dovere di legiferare e di riprendere in mano il testo base Magi Licatini che sarebbe importante per non perdere di vista l’autoproduzione. Sono troppe le persone fagocitate dal sistema giudiziario”. I cittadini perseguitati da indagini penali in merito al possesso e alla coltivazione di cannabis sono effettivamente molti e tanti appartengono alla fascia d’età adolescenziale.

Lunedì scorso Fillippo Barberis, consigliere comunale del Partito Democratico, ha depositato una proposta di legge all’ordine del giorno, impegnando lo stesso sindaco Sala alla discussione. L’Odg approvato dalla maggioranza e supportato anche dal centro destra tra cui Alessandro De Chirico (FI), ha allineato la città di Milano alle principali capitali europee per la politica sulle dipendenze.

Federica Valcauda, presente con Luca Biscuola, il giovanissimo segretario dell’ass. Enzo Tortora, ha dichiarato: “Dopo Milano, l’obiettivo è creare una rete tra città antiproibizioniste.” Una proposta accompagnata da dossier sulle prospettive possibili avviando una politica di riduzione del danno e uno stretto rapporto con le questure della polizia municipale. Un cambiamento dal basso, come per Roma Antipò: un piano di tolleranza delle droghe all’interno del comune grazie alle Best Practice ispirate dalla dichiarazione di Varsavia e le European Urban Drug Policies.

Il sindaco Sala si dice contrario al test del capello

La Lega si oppone ad una Milano antiproibizionista e il consigliere di opposizione Luca Bernardo, in risposta a Barberia, chiede a tutti i consiglieri di sottoporsi ad un test del capello. Il Primo Cittadino Beppe Sala ammette che è un test non necessario e aggiunge: “Mi ricordo dei test antidroga quando ero direttore generale del Comune di Milano – ha concluso Sala – che venivano fatti agli assessori, mi ricordo tra l’altro che non tutti si erano sottoposti”.

L’onda Verde è inarrestabile quando parte dal basso e si dilaga a macchia d’olio. Rimaniamo in attesa osservando come il Governo protenda alla gestione monopolistica e il popolo richieda informazione e autopromozione, ma soprattutto demolire i muri dell’intolleranza.

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