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Europa: alcuni paesi vogliono la cannabis legale

Un’onda verde arrestabile solo dalle convenzioni internazionali quella della cannabis legale, che sta prendendo piede in molti paesi europei in particolare dopo la regolamentazione predisposta prima dal Lussemburgo e da Malta poi, che ha dato un’ulteriore spinta alle volontà di legalizzazione del governo tedesco il quale aveva inserito questa politica all’interno del programma del cancelliere Olaf Scholz. Il successore di Angela Merkel ha deciso di portare avanti questa nuova politica, facendosi supportare da due figure ‘quadrate’ come il Ministro della Salute Karl Lauterbach e Cem Özdemir Ministro dell’Agricoltura. Il percorso è iniziato poco più di un anno fa, e lo abbiamo raccontato in questi mesi: dopo una serie di consultazioni anche con l’Unione Europea sembra che uno dei paesi più importanti dell’Unione Europea verterà su un modello al cui centro ci saranno i ‘cannabis social club’, per riuscire a rispettare sia le convenzioni internazionali sia il diritto europeo.

Ma non è solo la Germania che cerca di fare un passo avanti agli Stati dell’Unione Europea, unendosi agli altri Stati che hanno già implementato una forma di regolamentazione. Nelle ultime settimane infatti si stanno facendo sempre più insistenti le voci di una volontà di legalizzazione per la Repubblica Ceca, che ha inserito la cannabis nel piano d’azione per ridurre le dipendenze; al momento la legge è in stallo per una revisione delle bozze soggette a pareri tecnici. Sulla costa occidentale dell’Europa invece abbiamo il Portogallo, dove il partito portoghese Iniciativa Liberal ha avanzato una proposta di legge per legalizzare la pianta di cannabis sotto ogni aspetto, dalla coltivazione personale alla commercializzazione.

Intanto l’Olanda mantiene la sua legislazione nazionale che non è priva di ombre, mentre la sua città principale, Amsterdam, sta pensando di implementare una nuova legge locale per attuare una zonizzazione volta a governare i negozi con licenza, i luoghi di consumo e i produttori che ci sono in città.

Un ventaglio variegato e diversificato rispetto al tema cannabis, che ricalca anche le modalità degli Stati che in America hanno deciso di implementare una loro legge in assenza di una federale, nonostante le numerose dichiarazioni di legalizzazione che sono arrivate in questi anni in particolare dalla Vice-Presidente degli Stati Uniti d’America Kamala Harris. La situazione sembra però essere leggermente più complicata sotto il profilo della regolamentazione, come abbiamo già visto dal ridimensionato della bozza di legge della Germania.

Ed ora? La CNBC in questi giorni ha raggiunto via mail alcuni funzionari della Commissione Europea,  che hanno detto: “Siamo consapevoli e stiamo seguendo da vicino questi sviluppi negli Stati membri, in particolare per comprendere l’impatto dei cambiamenti nelle politiche sulla cannabis. Ciò include l’impatto sulla salute, sulla criminalità, sull’ambiente o sugli aspetti sociali”. 

Certamente le elezioni europee del prossimo anno saranno un elemento cruciale per capire come i vari Stati possano integrarsi e cooperare al fine di arrivare ad una regolamentazione europea, ma ancora di più ad una richiesta di modifica delle convenzioni internazionali.


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