Nba sempre più verde: i giocatori non saranno più testati per la cannabis

L’Nba ha confermato che la cannabis non farà parte della lista delle sostanze vietate per i campioni che giocheranno nella stagione 2020-21 nella massima serie di basket americana. L’accordo è stato ufficializzato dalla lega e approvato dall’associazione dei giocatori. Non è un fulmine a ciel sereno: già nella bolla anticovid di Orlando vigeva questa regola e ora è stata estesa. Qualcuno dice sarà a tempo indeterminato.

“A causa delle circostanze insolite in concomitanza con la pandemia, abbiamo concordato con l’NBPA di sospendere i test casuali per la marijuana per la stagione 2020-21 e concentrare il nostro programma di test casuali su prodotti che migliorano le prestazioni e droghe d’abuso”, ha detto Mike Bass, portavoce dell’NBA.

In un’intervista pubblicata su GQ, Michele Roberts, direttore esecutivo dell’associazione dei giocatori NBA, ha poi dichiarato: “Non andremo esporre i nostri giocatori a rischi inutili … E non è necessario sapere se i nostri giocatori sono positivi per la marijuana “. “So che questi ragazzi giocano nel dolore, vivono nel dolore, quasi come una cosa ovvia”, dice Roberts dei giocatori NBA, “non vogliono prendere molti farmaci che potrebbero prendere perfettamente legalmente dai loro istruttori perché sono consapevoli che gran parte di quella roba crea una forte dipendenza”.

La svolta

Niente più test, neanche a sorpresa, quindi, che possano certificare che un giocatore abbia effettivamente consumato cannabis, come succedeva in passato. Le uniche eccezioni, almeno per quanto ha specificato l’Nba, saranno solo per test “con giusta causa”, cioè per i giocatori che hanno precedentemente fallito i test antidroga.

Non è un caso che si sia presa una decisione del genere considerando che l’uso ricreativo della cannabis è ormai legale in 15 Stati degli Usa e si sta lavorando per renderlo legale anche a livello federale.

A poche settimane dal via della stagione, che inizierà ufficialmente il 22 dicembre, con cinque partite tradizionalmente da giocare il giorno di Natale, è davvero una grande novità che si allinea a quella di altre leghe sportive negli Usa, come la MLB (Baseball) e la NFL (Football americano).

Ovviamente, parallelamente ad essi, verranno portati avanti i controlli anti-doping e, dal 1983, quelli riguardanti le sostanze proibite, come cocaina, MDMA, oppiacei ed eroina. Si tratta di procedure molto frequenti negli ambienti NBA e negli anni non sono pochi i giocatori che sono stati puniti e sospesi per essere risultati positivi ai controlli, che vengono effettuati in maniera casuale e senza alcun tipo di avvertimento.

Per esempio, lo scorso febbraio, un mese prima della sospensione, la guardia degli Charlotte Hornets Malik Monk è stato sospeso a tempo indeterminato per essere risultato positivo ai controlli. Nel 2019 la guardia degli Indiana Pacers, Tyreke Evans è stato a sua volta allontanato dai campi per due anni.

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