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Colombia: la cannabis va avanti al quarto dibattito in Senato

Nell’ultimo numero della rivista ho pensato ad un approfondimento su ciò che accade in Colombia da più di un anno a questa parte, vista la centralità di questo paese all’interno di quella che è la ‘War on Drugs’ e alla storia di questo paese, che lo rende certamente luogo di riflessioni. Ci eravamo lasciati con un passaggio positivo al Senato della legge sulla legalizzazione, ieri il Senato Colombiano ha approvato anche nel quarto dibattito l’uso ricreativo di cannabis. Il progetto legislativo è il numero 033 del 2022, che servirà anche a modificare l’articolo 49 della costituzione colombiana.

Questo è il quarto di otto dibattiti, con un esito positivo di 56 voti contro 3. Ne mancano quattro, ma vista l’ampia maggioranza attuale tutto dovrebbe vertere su un dibattito serio ed informato, per comprendere al meglio come formare tecnicamente una politica mai implementata prima d’ora all’interno di questa società.

Il mese scorso il Ministro della Giustizia Néstor Osuna ha detto, all’interno di una plenaria che la Colombia è vittima: “di una fallimentare guerra alla droga, che ha portato solamente a spargimenti di sangue, conflitti, mafia e criminalità organizzata”. Una posizione certamente innovativa, che fa il palio con le parole del Presidente Gustavo Petro che solo una settimana fa si è impegnato con il Messico per combattere congiuntamente la guerra alla droga.

Juan Carlos Losada Vargas ha proposta ‘l’emendamento costituzionale’, così viene chiamato secondo i meccanismi istituzionali colombiani la modifica di questa legge, riuscendo in più di un anno ad ottenere quattro dibattiti al Senato che hanno visto tutti esito positivo, e due alla Camera anche questi con risultato positivo. La finalità di questo progetto si estrinseca in tre punti: la salute pubblica, l’impatto economico ed il principio ideale sull’autonomia individuale della persona. Quest’ultimo punto viene sempre relegato come una postilla indifferente, ma è lì che risiedono i diritti civili da dover far emergere con la legalizzazione della cannabis, capro espiatorio ormai ‘anziano’ per chi non vuole gestire i fenomeni sociali.

Il dibattito al Senato si è contraddistinto anche per ovvie informazioni: María José Pizarro Rodríguez ha ricordato all’interno del suo intervento come il tabacco e l’alcol, che sono sostanze legali, causino più danni della cannabis. In Colombia muoiono ventimila persone all’anno per problematiche legate al vizio del tabagismo, ed una morte su venti al mondo è causata a problematiche con l’alcol. Questi sono dati che possiamo riscontrare in tutte le nazioni, e che fanno da comune denominatore a livello globale.

Un accenno di ciò che dice l’opposizione, nella persona di Karina Espinosa O che si dice contrariata rispetto a quello che è successo in aula, perchè il contrasto alle droghe avviene tramite ‘l’educazione dei bambini’. Il concetto di educazione è certamente importante ma all’interno di una società che limita il diritto alla conoscenza, riconosciuto come diritto umano dal Consiglio d’Europa, anche il concetto di educazione di annacqua di una morale che deriva dalla mancanza di laicità dello Stato e da ideologie religiose che non possono rifarsi sul pubblico.

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